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Ultimi articoli
Pubblicato da oriana1983 , il 3 Aprile 2014
questo articolo descrive le teniche di osservazione di pazienti in età avolutiva e fa un confronto tra pazienti normali e con problemi psicologici. e' un metodo di studio delle funzioni psicologiche in modo comparato per descrivere come si sviluppano queste abilità psicologiche in età evolutivaquesto articolo descrive le teniche di osservazione di pazienti in età avolutiva e fa un confronto tra pazienti normali e con problemi psicologici. e' un metodo di studio delle funzioni psicologiche in modo comparato per descrivere come si sviluppano queste abilità psicologiche in età evolutiva
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Pubblicato da m.elenamischi , il 13 Giugno 2013
Un cospicuo numero di studi ha dimostrato che quando un item viene presentato due volte in una lista, il ricordo di tale item diventa nettamente superiore se la seconda occorrenza non segue immediatamente la prima (presentazione massificata), ma accade dopo un certo intervallo (presentazione distribuita o spaziata). Tale fenomeno viene chiamato «effetto di spaziatura» (spacing effect).
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Pubblicato da flaviasimona , il 15 Marzo 2013
La memoriaLa memoria
Le più recenti ricerche hanno stabilito che le informazioni vengono immagazzinate in tre"depositi" differenti.
La "memoria sensitiva" trattiene per pochi attimi le informazioni che provengono dagli organi di senso, scartandone il 75%. Del rimanente 25% solo meno dell' 1% viene selezionato nell'area del linguaggio e immagazzinato nella "memoria primaria", (memoria a breve termine), il deposito più limitato dell'encefalo. L'encefalo è in grado di astrarre impressioni figurate, verbalizzare quanto appreso e associarlo con informazioni precedenti. Maggiori sono le possibili associazioni e più è facile che quanto appreso sia ricordato per tempi più lunghi.
Le informazioni sono trattenute nella memoria primaria per un periodo variabile tra pochi secondi e alcuni minuti.
La trasmissione di un'informazione della memoria primaria a quella secondaria è un processo delicato. Chi decide quale nozione deve essere ricordata e quale dimenticata?
Le più recenti ricerche hanno stabilito che le informazioni vengono immagazzinate in tre"depositi" differenti.
La "memoria sensitiva" trattiene per pochi attimi le informazioni che provengono dagli organi di senso, scartandone il 75%. Del rimanente 25% solo meno dell' 1% viene selezionato nell'area del linguaggio e immagazzinato nella "memoria primaria", (memoria a breve termine), il deposito più limitato dell'encefalo. L'encefalo è in grado di astrarre impressioni figurate, verbalizzare quanto appreso e associarlo con informazioni precedenti. Maggiori sono le possibili associazioni e più è facile che quanto appreso sia ricordato per tempi più lunghi.
Le informazioni sono trattenute nella memoria primaria per un periodo variabile tra pochi secondi e alcuni minuti.
La trasmissione di un'informazione della memoria primaria a quella secondaria è un processo delicato. Chi decide quale nozione deve essere ricordata e quale dimenticata?
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Pubblicato da pippo schiumino , il 9 Febbraio 2012
Nell'elaborato si evidenziano le ultime considerazioni riguardo la funzionalità della dilatazione papillare. Essa era già conosicuta dagli antichi e da questi sfruttata in ambito estetico seduttivo mentre attualemnte la scienza la studia per evidenziare, tramite uno studio condotto su pazienti affetti da danni cerebrali a livello ippocampale, per far notare i diversi livelli di processazione dell'informazione da parte del cervello.
Punti 2
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Pubblicato da annalisass , il 10 Luglio 2011
Dolore cronico e fibromialgia: risultati di un trattamento multidisciplinare non farmacologico...
Punti 3
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