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    39 psicologi vincitori di concorso a spasso dal 2003


    Abstract
    Le aziende sanitarie locali, previo accordo con il Ministero della giustizia e nel rispetto della vigente normativa in materia di assunzioni, possono avvalersi delle graduatorie dei concorsi espletati anteriormente alla data del 15 marzo 2008» (articolo 3, comma 10); appare evidente, nel s
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    A questa interrogazione è stato invitato a rispondere il Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che:

    il 15 settembre 2006 è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia la graduatoria dei 39 psicologi vincitori del concorso indetto nel 2003 dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP);
    nessuna assunzione di personale esterno è stata fatta, nonostante i fondi previsti sia dalla deroga al blocco delle assunzioni per il 2006 e 2007 che dalla finanziaria 2007 (1,5 milioni di euro per il 2008, 5 milioni di euro per il 2009, 10 milioni di euro per il 2010) che ha, invece, privilegiato i contabili, sebbene avessero affrontato il concorso in un periodo successivo;

    nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo al passaggio della medicina penitenziaria al Sistema sanitario nazionale si stabilisce che «Le aziende sanitarie locali, previo accordo con il Ministero della giustizia e nel rispetto della vigente normativa in materia di assunzioni, possono avvalersi delle graduatorie dei concorsi espletati anteriormente alla data del 15 marzo 2008» (articolo 3, comma 10);
    appare evidente, nel suddetto unico passaggio in cui si fa riferimento ai concorsi esterni, il mancato impegno da parte sia del Ministero della sanità che della giustizia nel garantire l'assunzione ai vincitori, a fronte del rinnovamento continuo di tutti i contratti a termine per i consulenti;

    oltre al danno personale per chi ha investito tempo ed impegno in questo concorso svoltosi nell'arco di due anni, è evidente anche lo spreco di denaro pubblico, considerando i quasi cinquemila aspiranti psicologi che hanno presentato domanda di partecipazione;

    di recente, il Ministero della giustizia ha ufficializzato, tramite una lettera inviata a tutti i vincitori, di non essere più il ministero competente per l'assunzione;
    non si può contribuire al benessere psicologico dei detenuti con un'ingiusta decurtazione del personale presente in pianta organica;

    la vicenda appare ormai intollerabile anche perché sembra di assistere ad un assurdo rinvio di competenze: secondo contatti informali con il dicastero della giustizia, viene confermato il contenuto della citata lettera, secondo la quale tale ministero non sarebbe più competente sull'assunzione; il Ministero della salute, però, non provvede ancora ai relativi atti;

    l'interrogazione n. 5-556, presentata dai sottoscritti interroganti il 31 ottobre, e nella quale si segnalava tutta l'urgenza e la necessità di provvedere sull'assunzione degli psicologi vincitori di concorso, è ancora rimasta senza risposta;

    il decreto del Presidente del Consiglio concernente il passaggio della medicina penitenziaria al Servizio sanitario nazionale è stato emanato il 1o aprile 2008: sono ormai passati parecchi mesi ma la situazione non sembra ancora definitivamente chiarita;

    il 13 novembre 2008, il Governo, rispondendo all'interrogazione n. 5-00392, concernente il «Trasferimento delle risorse finanziarie per la sanità penitenziaria dal Ministero della giustizia al Servizio sanitario nazionale», dopo aver premesso che l'accordo su tale punto è stato raggiunto in Conferenza unificata solo il 16 settembre 2008, ha poi concluso che: «Per l'effettiva erogazione [delle risorse economiche da trasferire] deve essere concluso l'iter istruttorio della Ragioneria Generale dello Stato e successivamente intervenire l'intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni concernente la proposta di ripartizione ai fini della successiva deliberazione da parte del CIPE.»;

    gli interroganti temono che questi passaggi fra dicasteri e comitati dello stesso Governo, pur amministrativamente necessari, si stiano svolgendo con troppa lentezza rispetto all'urgenza del caso, e in particolare che possano sopravvenire ulteriori rallentamenti che vedrebbero ingiustamente penalizzati tanto gli psicologi vincitori del concorso del 2003, i quali nutrono la legittima aspettativa di essere assunti, quanto i detenuti i quali non possono beneficiare delle loro prestazioni per effetto di tali vere e proprie lungaggini -:

    se non intenda promuovere e coordinare l'attività di tutti i ministeri coinvolti e delle altre amministrazioni interessate, affinché si possa giungere tempestivamente alla definitiva stabilizzazione di lavoratori che, pur avendo meritatamente conquistato un'occupazione, rischiano di perderla ancor prima di iniziare.

    Fonte: http://www.avvisatore.it/

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    Ci sono 5 commenti.

    1. apprendere questa realtà mi sconcerta, pensando a chi è in attesa di un’occupazione, a chi invece attende un aiuto e non lo può avere. Inoltre per me che lavoro nella sanità e che ho visto da anni ridurre continuamente il personale psicologi malgrado la crescente richiesta di interventi nei vari servizi appare impossibile che non si possa attingere a questa graduatoria per assunzioni così necessarie, o la politica proprio guarda da un’altra parte!

    2. Non solo non ci sono mai concorsi per il nostro profilo professionale,ma quando li fanno, non assumono!!E’ triste, squallido e vergognoso. Ed è la prova che al governo non c’è nessuno che ci tiene in considerazione. E così le cose non cambieranno mai…

    3. Io feci la domanda per partecipare al concorso e superari la prova preselettiva per l’ammissione al concorso. Poi ho abbandonato il concorso: con il lavoro (sottopagato, ma indispensabile) e con l’impegno richiesto dalla scuola di specializzazione,non riuscivo a studiare l’enorme mole di argomenti richiesti. Psicologia sociale, criminologia, ecc… quattro o cinque esami universitari tutti insieme. Mi dico: per fortuna che ho abbandonato!
      E’ una vergogna che chi ha superato il concorso non venga assunto, avranno speso una quantità di energia,tempo, denaro, impegno, speranze, immense, impagabili se non con una assunzione DI CUI HANNO IL SACROSANTO DIRITTO!

    4. Non riesco proprio a spiegarmi come possano accadere queste cose,una cosa è certa non è giusto che coloro che hanno faticato tanto per studiare, per superare un concorso debbano subire questo trattamento e trovarsi in queste assurde situazioni.

    5. Salve a tutti sono pienamente d’accordo con ciò che avete scritto. Io non ho partecipato a quel concorso, sono psicologa e lavoro da due anni all’Ospedale Psichiatrico di Reggio Emilia. Lavoro “a progetto”, da due anni a “prestazioni occasionali” come collaboratore esterno. Ho maturato esperienza anche se in questo settore l’esperienza è continua. Adesso con il passaggio al Sistema Sanitario da marzo non sarò più confermata, nè io nè altre mie colleghe che per anni si sono impegnate con passione professionalità ed esperienza. Entreranno al nostro posto gli psicologi della Ausl di Reggio Emilia. Non credo sia una cosa giusta sia nei nostri confronti che e sopratutto degli stessi pazienti-detenuti che vista la loro situazione di fragilità data dalla condizione di essere sia rei che malati si vedranno vittime di uno stravolgimento netto del personale (magari al momento non ancora competente, visto che l’esperienza dell’OPG è un’esperienza unica)un personale quello attuale che ha impiegato anni a guadagnarsi la fiducia degli stessi. Credo che il nostro lavoro abbia come primo mandato il benessere dei pazienti…in questo modo sarà tutelato? Dubito!!! un saluto amareggiato dalla psicologa dell’OPG di RE

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