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    art.10 a tutela degli studenti/lavoratori


    Abstract
    La legge (Art.10 L.300/70) prevede che i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, possano usufruire di permessi o di particolari agevolazioni per la realizzazione del diritto allo studio, allo scopo di elevare la propria cultura e di sviluppare le proprie capacita' professionali
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    La legge (Art.10 L.300/70) prevede che i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, possano usufruire di permessi o di particolari agevolazioni per la realizzazione del diritto allo studio, allo scopo di elevare la propria cultura e di sviluppare le proprie capacitĂ  professionali. Questo riguarda tutti i lavoratori studenti iscritti e che frequentanti regolari corsi di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, parificate, legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali. La disposizione si applica anche a coloro che frequentano corsi di formazione professionale.

    Permessi per lo svolgimento di esami
    Tutti i lavoratori studenti, compresi quelli universitari (anche fuori corso), hanno diritto ad un giorno di permesso retribuito per lo svolgimento dell’esame. La concessione del permesso non è subordinata all’esito dell’esame, ma dipende solo dal fatto che lo stesso venga sostenuto. A tal fine, su richiesta del datore di lavoro, il lavoratore è obbligato a presentare la documentazione che comprova l’avvenuto esame. Il permesso giornaliero viene concesso indipendentemente dall’ora in cui viene effettuato l’esame e quindi anche se non coincide con l’orario di lavoro.

    Bisogna però fare qualche precisazione: anche i privatisti non iscritti a corsi regolari di studio hanno diritto a permessi retribuiti per sostenere gli esami; se l’esame è suddiviso in una prova scritta e una prova orale da sostenere in giorni distinti, i giorni di permesso retribuito spettano una sola volta e non per ciascuna prova.

    Agevolazioni per la frequenza dei corsi
    Per agevolare la frequenza di corsi sono previsti particolari turni di lavoro e l’esonero dal lavoro straordinario. La possibilità di usufruire di appositi permessi per la frequenza ai corsi di studio è regolata esclusivamente dalla contrattazione collettiva, che prevede anche il numero di ore retribuite spettanti ai lavoratori.

    Chi ha diritto
    Tutti gli studenti lavoratori hanno diritto ad usufruire dei permessi, tranne:

    • i lavoratori in prova dei settori edile, legno e turismo;
    • i dipendenti di aziende al di sotto di un certo numero di addetti, facenti parte dei settori edile (aziende con meno di 18 dipendenti) e turismo (con meno di 50 dipendenti).

    Per quali corsi?
    In genere sono i corsi che si svolgono presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti, che hanno per oggetto l’aggiornamento culturale e professionale del lavoratore o il recupero della scuola dell’obbligo. Rientrano in questo ambito i corsi di recupero dell’obbligo scolastico, i corsi di alfabetizzazione e quelli per l’apprendimento della lingua italiana a favore dei lavoratori stranieri.

    Adempimenti
    La generalità dei contratti collettivi prevede l’obbligo, per il lavoratore interessato alla partecipazione ai corsi, di fare domanda scritta entro un determinato lasso di tempo, di norma stabilito a livello aziendale. Alcuni contratti collettivi fissano un termine massimo, antecedente i corsi, per la presentazione della domanda. Il lavoratore, inoltre, deve documentare la partecipazione sia con certificato di iscrizione che con attestazioni di frequenza. In caso di omessa presentazione della documentazione, il lavoratore perde il diritto al pagamento delle ore di permesso.

    Limiti
    Tutti i contratti collettivi di settore prevedono una serie di limitazioni:

    • un monte ore aziendale che viene determinato diversamente da contratto a contratto, valido per un certo numero di anni, il cui superamento comporta la necessitĂ  di creare un’apposita graduatoria tra quei lavoratori per individuare i beneficiari, che saranno selezionati secondo determinati criteri: anzianitĂ  di sevizio, etĂ  del lavoratore, caratteristica dei corsi;
    • il numero di lavoratori che contemporaneamente possono assentarsi non deve superare una determinata percentuale degli addetti occupati e dovrĂ  comunque essere garantito il normale svolgimento dell’attivitĂ  produttiva;
    • in generale, in numero di ore del corso deve essere pari al doppio delle ore di permesso retribuite, tranne il caso dei corsi di recupero. Pertanto un lavoratore ha diritto al pagamento di 150 ore se il corso che frequenta ha una durata minima di 300 ore.

    L’orario di lavoro
    In giurisprudenza si ritiene che il presupposto per la concessione di permessi retribuiti ai lavoratori che frequentano regolarmente i corsi sia la coincidenza tra il tempo di svolgimento delle lezioni e l’orario di lavoro. Al contrario, se le lezioni sono serali non competerà alcun diritto a permessi, tranne il caso in cui il dipendente sia adibito a turni di lavoro serali.

    Il tempo di viaggio necessario per recarsi al corso oppure per ritornare al lavoro viene retribuito solo se il contratto collettivo lo prevede espressamente e nei limiti strettamente necessari allo spostamento. Nel calcolo delle ore sono comprese anche quelle per il viaggio.
    Ad esempio, l’orario di lavoro di un dipendente normalmente è dalle 9 alle 18. Posto che il corso inizi alle 16, il lavoratore terminerà il proprio lavoro alle 15 ed utilizzerà tre ore di permesso da detrarre dal suo monte ore.

    Lavoro a turni
    I lavoratori studenti hanno diritto ad essere impiegati in turni di lavoro che facilitino la frequenza ai corsi e la preparazione degli esami. L’esercizio di questo diritto però non deve costituire uno svantaggio per gli altri lavoratori non studenti. Il datore di lavoro deve soltanto impiegare il lavoratore in turni o regimi di orario già esistenti in azienda, che lo agevolino nella frequenza.

    Lavoro straordinario
    Il lavoratore studente può rifiutare di prestare lavoro oltre l’orario normale.

    Articolo tratto da http://www.ines-lavoro.net/lavoratoristudenti.html

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    Ci sono 70 commenti.

    1. Articolo interessante, utile e chiaro.
      l’Articolo fornisce informazioni generali per tutti i cittadini.
      E’ importante conoscere i propri diritti.

    2. Porto la mia esperienza: lavoro presso una multinazionale tedesca con piu di cento dipendenti, contratto metalmeccanico a tempo indeterminato ed ho solo diritto al giorno dell’esame. Mi sono state rifiutate piu volte ferie per lo studio. Gli studenti lavoratori non sono aiutati purtroppo almeno con il contratto nazionale metalmeccanico che è il piu importante in Italia.Ma all’estero funziona cosi?

    3. L’articolo è davvero utile per conoscere i diritti di tutti gli studenti lavoratori. Spesso i datori di lavoro non si rendono conto delle nostre esigenze e dello sforzo impiegato per coniugare la vita universitaria e la vita lavorativa. Questo articolo dovrebbe essere diffuso in rete.

    4. ottimo articolo, molto semplice ma allo stesso tempo chiaro. davvero utile per conoscere i diritti di noi studenti

    5. Trovo l’articolo semplice, e utile per chiunque voglia conoscere i propri diritti e le proprie opportunitĂ  relative allo studente part- time (e lavoratore. Ringrazio la redazione.

    6. Articolo molto utile, soprattutto perchè chiaro e ben esplicato in ogni suo minimo dettaglio!Complimenti a chiunque ha avuto la pazienza e l’accortezza di riportarlo su Ops a beneficio di tutti!Grazie ancora!! 🙂

    7. grazie, mi avete chiarito alcuni dubbi, anche sulla possibilitĂ  di frequentare i corsi, non ne ero al corrente e credevo si avesse diritto al solo permesso per il giorno d’esame. grazie mille

    8. Questo articolo è molto utile e d interessante,finalmente conosco bene i miei dirittti di studente e anche per un lavoratore è ottimo! grazie mille!

    9. ARTICOLO MOLTO UTILE ED ESAUSTIVO DELL’ARGOMENTO.ESSENDOUNO STUDENTE LAVORATORE QUESTO MI HA PERMESSO DI AVERE MAGGIORI CHIARIFICAZIONI SULL’ARGOMENTO.ASPETTO ALTRI ARTICOLI SU TEMI DI INTERESSE COMUNE.GRAZIE

    10. E’ stato veramente utile e efficace leggere questo articolo che mi ha chiarito le idee circa le possibilitĂ  e idiritti per uno studente lavoratore. grazie!!!!

    11. grazie l’ elaborato è fatto davvero bene ed è molto esaustivo mi ha spiegato in parole molto chiare ciò che devo fare …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    12. questo artico è scritto in modo molto chiaro è mi ha chiarito molti dubbi che avevo è stato quasi in molti versi illuminante . Ti ringrazio vivamente per averlo pubblicato .

    13. sono contenta che sia stato affrontato questo problema… è un tema cocente, anche perchè, se ci pensate bene, è abbastanza frequente che queste norme non vengano spiegate granchè bene nei vari siti delle facoltĂ  e d’ateneo, e tanti prof. sembrano ignorare che gli studenti-lavoratori potrebbero avere certe difficoltĂ -e quindi maggiore “bisogno d’aiuto” da parte di prof. e personale vario della propria facoltĂ . e invece spesso è giĂ  tanto se uno studente lavoratore riesce a carpire qualche informazione utile con il passaparola di qualche volenteroso collega frequentante…

    14. Qualcuno dei lettori sa se esiste un limite di anni per la fruibilità di tale beneficio? Uno studente lavoratore potrebbe impiegare anche il doppio degli anni previsti dalla facoltà. Pertanto per quanti anni può chiedere tale diritto?

    15. Qualcuno dei lettori sa se esiste un limite di anni per la fruibilità di tale beneficio? Uno studente lavoratore potrebbe impiegare anche il doppio degli anni previsti dalla facoltà. Pertanto per quanti tempo può chiedere tale diritto?

    16. Nonostante queste agevolazioni per gli studenti lavoratori in termini di permessi il giorno prima e il giorno stesso dell’esame è sempre meglio organizzarsi con i colleghi di lavoro affinchè l’ufficio non resti scoperto e l’attivitĂ  possa essere portata avanti!

    17. in teoria effetivamente i permessi esistono ma poi il datore di lavoro quando si presenta il momento di chidere i permessi si inventano mille scuse per nn darli oppure fanno problemi e tocca insistere quando invece e’ un diritto!!!

    18. danno la possibilitĂ  di ottenere i permessi studio ma poi alcuni professori stortano il naso quando si presenta una persona adulta (quindi o troppo fuori corso o studente lavoratore) all’esame PERCHE’ IL PANETTIERE DEVE CONTINUARE A FARE IL PANETTIERE oppure bloccano le possibilitĂ  a causa di assurdi obblighi di frequenza (io posso venire da fuori o avere altre difficoltĂ ,ma nn sn lavoratore.. xk nn posso dare l’esame?) o modalitĂ  d esame svantaggiose x ki nn frequenta…DOV è IL DIRITTO ALLO STUDIO??
      TANTO DI CAPPELLO A CHI SI FA UN C.. COSI X STUDIARE E LAVORARE E SUPERA GLI ESAMI PUR NON SEGUENDO LE LEZIONI!!

    19. sapevo di questo articolo che ho scaricato da internet, purtroppo anche io posso usufruire solo del permesso per l’esame. lavoro in un asilo nido gestito da una cooperativa e le 150 ore disponibili devono essere divise per tutte le educatrici che studiano….in pratica alcune volte neanche il giorno dell’esame ci viene retribuito!!!

    20. grazie mille io usufruisco solo del giorno di esame infatti mi faccio firmare dal docente un foglio che certifica che mi somo presentatas in quel giorno per sostenere l’esame, ed è valido anche senza timbro…. , ma il viaggio non è compreso purtroppo. un saluto

    21. Ottima cosa, purtroppo non ne ho mai potuto usufruire perchĂ© sono sempre assunta a tempo detrminato o stagionale, per cui ho sempre dovuto prendere ferie e sperare che mi fossero concesse, altrimenti niente esami…Dura! Qualcuno ha informazioni per i permessi per chi lavora a tempo determinato? grazie

    22. Bellissimo!!!art.10 a tutela degli studenti/lavoratori, peccato che molte volte le aziende non si ricordano che esiste, oppure, come spesso succede in Italia, le leggi vengono interpretate a proprio vantaggio!!!

    23. Questo articolo mi è servito considerando che sono una turnista,purtroppo il mio contratto di lavoro non prevede le 150 ore..almeno ho il permesso retributo per l’esame!

    24. molto chiaro…peccato che nessuno lo segue…anzi nessuno se ne prende in considerazione…infatti ciò mi fa rabbia…perchè è ingiusto e nessuno rispetta la legge che in fondo è uguale per tutti…o no?
      vabbè non solo in tal caso ma in tanti casi nessuno si attiene alle leggi.Figurati qui che siamo in Italia e poi la politica è una merda.

    25. bellissimo articolo, chiaro ed esaustivo. Purtroppo non mi ha delucidato sul fatto delle scelte aziendali inerenti la concessione delle 150 in base al lavoro svolto

    26. per quanto concerne coloro che sono lavoratori dipendenti del ministero dell’istruzione la situazione non è semplice: non a tutti infatti viene accordato il permesso allo studio

    27. secondo il CCNL di categoria che mi appartiene ho diritto ad 1 giorno di permesso quando devo sostenere l’esame purchè sia certificato

      sempre secondo lo stesso Contratto avrei diritto anche a 150 ore di permesso per frequentare le lezioni solo se… la mia mansione azienda corrisponde al corso di laurea; es. se lavorassi al settore tecnico/progettistico potrei usufruire delle ore se stessi facendo ingegneria o architettura ma dal momento che studio psicologia e lavoro al settore gare e prequalifiche non posso usufruire di tali ore
      la mia domanda: come posso girare attorno a questa boa?
      d.

    28. CIAO! AVEVO GIĂ  INTRASENTITO QUESTA COSA DEL PERMESSO DI LAVORO PER L’ESAME E TRA L’ALTRO, SOTTOLINEREI IL FATTO CHE MI SEMBRA DAVVERO GIUSTO!!! COMUNQUE VOLEVO SAPERE SE LA CERTIFICAZIONE DA PORTARE A LAVORO è UN FOGLIO PRESTAMPATO CHE BISOGNA FAR FIRMARE AL PROF? E SE SI QUESTO FOGLIO DOVE SI PRENDE? GRAZIE MILLE PER L’EVENTUALE RISPOSTA!

    29. interessante——————————————————————————————————————————————————————————————————

    30. Salve!!!!! Credo che la legge sulla tutela dei lavoratori dipendenti sia piĂą che giusta,visto e considerato che molti studenti, fuori sede e non, hanno la necessitĂ  o il desiderio di affrontare un’esperienza lavorativa durante il corso di studi. Io però volevo sapere se ciò vale anche per i volontari del servizio civile,visto che ogni volta che devo fare un esame sono costretta a prendermi un giorno di ferie. Grazie….

    31. La legge (Art.10 L.300/70) prevede che i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, possano usufruire di permessi o di particolari agevolazioni per la realizzazione del diritto allo studio, allo scopo di elevare la propria cultura e di sviluppare le proprie capacitĂ  professionali. .
      Questo articolo non parla dei cosiddetti lavoratori a tempo determinato per i quali non è riconosciuto questo diritto! Bisogna informarsi presso il proprio datore di lavoro se intende riconoscere questo diritto, in caso contrario non è possibile “elevare la propria cultura e di sviluppare le proprie capacitĂ  professionali”!!!!

    32. peccato che tale legge non sia applicabile ai lavoratori con contratto a progetto (come me) che quindi non possono godere di queste agevolazioni… e di molte altre, ovviamente.
      lisa

    33. Trovo estremamente utile che abbiate pubblicato il testo dellalegge sugli studenti lavoratori.Temo però che l’applicazione completa di tale legge sia alquanto utopistica. Per quel che mi riguarda, faccio un lavoro che prevede turni e talvolta straordinari, che nel contratto abbiamo forfettizzati,ovvero, ci pagano a prescindere una certa cifra per gli straordinari ma poi anche se ne facciamodi piĂą (o di meno),la cifra èsempre la stessa.Dico questo perchè di fatto non posso sottrarmi alle richieste di lavoro extra se arrivano.Come non posso “piantare grane” sui turni per poter frequentare,perchè gli altri colleghi si urtano assai…insomma,in realtĂ  fatico un sacco a studiare,e vado leeeeennntaaaa….

    34. snello, veloce nella lettura, chiaro, efficace nella sua semplicità perchè non usa paroloni, anzi cerca di essere immediato e fornire tutte le spiegazioni e le risposte ad eventuali dubbi o domande, infatti io mi attiverò per poter usufruire dei benefici di questa legge. Grazie

    35. Credo che sia importante che anche le universitĂ  diano delle facilitazioni agli studenti lavoratori perchè i datori di lavoro non sempre possono facilitarti, specialmente se l’azienda è piccola e i dipendenti sono pochi

    36. Che bella legge … ma i datori di lavoro privati purtroppo spesso non la conoscono bene e a lavoro ci vai, poi dopo vai a seguire i corsi e dopo vai a fare l’esame. Ma la legge dovrebbe guardare all’UniversitĂ , dare agevolazioni ai corsi con obbligo di frequenza, flessibilitĂ  per l’ora di esame.
      P.S.
      Le donne gravide, sono bistrattate, altro che viva la maternitĂ .

    37. io purtroppo da ex indipendente non ho potuto mai usufruire di nulla. non mi hanno nemmeno riconosciuto il part time.
      a proposito risulta a qualcuno di voi che il lavoro in ditta individuale possa essere valido per accumulo crediti per tirocini? avevo una attivitĂ  di vendita autoricambi all’ingrosso e seguivo dirett i rapporti con i clienti. faccio psicologia sociale e sono al terzo anno triennale. grazie per le dritte

    38. La legge (Art.10 L.300/70) prevede che i i studenti lavoratori abbiamo quei diritti sopraelencati,ma non è cosi’!Io cosi come la maggioranza deĂągli studenti o studia o lavora,perchè non ci si fa!

    39. ottimo e utile, peccato che tanto poi il 90% dei lavori prima della laurea che si trovano sono assolutamente in nero e non solo ti rendono quasi impossibile frequentare e studiare serenamente ma ti tagliano le gambe su qualsiasi diritto uno speri di avere…
      mondo crudele.

    40. Anche io come Jessyca sono molto limitata. Io lavoro per un’azienda molto piccola. Purtroppo sono ben poche le ore che per legge mi sono riconosciute per la preparazione agli esami. Ore che tra l’altro, io sfrutto per raggiungere l’universitĂ  (visto che l’universitĂ  dista circa 600km da casa mia). Va beh, dovrebbero rivedere un po’ la legge, ma per ora è meglio accontentarsi di poco piuttosto di aver niente.

    41. direi grazie a chi mi ha permesso di conoscere meglio una legge che mi era stata presentata diversamente dai miei datori di lavoro…
      il fatto di avere a disposizione ogni giorno di esame è davvero interessante,,,
      si può lavorare e studiare!!!
      basta organizzarsi bene ciao viola

    42. sn una studentessa lavoratrice, insegno nella scuola primaria, ho saputo qualche giorno fa dal mio sindacato che le 150 ore sono diventate 100 ed in piĂą ci sono state tolte proprio le 50 ore di studio personale. Allora mi chiedo: come faccio a dare un esame se poi non ho modo di preparmi? Agevolati..per modo di dire!!

    43. Sono una studentessa lavoratrice interessante cmq è conoscere nel dettaglio questa legge anche perhcè a volte si va per sentito dire ha chiarito parecchi dubbi che avevo .Grazie

    44. bene, si tratta diun’ottima documentazione di partenza per ottenere il diritto a studiare da parte di chi lavora. è importantissimo comunque battersi per ottenere un’universitĂ  che non imponga la frequenza. la frequenza limita fortemente l’agibilitĂ  della gente, e limita il numero delle eprsone che intendono sostenere spese sostenibili.

    45. E’ difficile studiare, lavorare, avere famigliae figli. Poi ti ritrovi al lavoro
      con gente che non apprezza quello che fai, e magari se prendi permessi o 150 ore ha da ridire e tisparla dietro.

    46. le leggi esistono ma chi le mette in atto? quale azienda ti da un giorno augurandoti un buon esame? bene…..io penso nella realtĂ  italiana nessuna. devi fare un esame? hai due alternative: 1) un giorno di ferie 2) malattia ( nel caso la prima alternativa non avesse bon esito)

    47. conosco bene la legge a tutela degli studenti/lavoratori, ma risulta difficile chiedere un giorno di permesso magari solo per verbalizzare un esame. da poco tempo ho un lavoro con un contratto a progetto, e nonostante nessuno mi paghi se dovessi assentarmi per l’universitĂ , non è visto di buon grado. lavorare e studiare contemporaneamente è giĂ  molto difficile di per sè e molte volte alcune circostanze ti mettono di fronte al una scelta…

    48. Credevo di aver diritto alle 150 ore a prescindere dalla frequenza dei corsi!…Sono laureanda e insegno in una scuola primaria, i corsi li ho frequentati a suo tempo, ora devo preparare la tesi, e con un lavoro e una famiglia non è facile riuscire a conciliare tutti gli impegni!…Qualcuno sa se in giurisprudenza è contemplato un permesso studio per la preparazione degli esami e della tesi?…
      Grazie a tutti e …BUONO STUDIOOOOOO!!!!….

    49. Chi insegna come me e intende prendere una seconda laurea, trova innegabili difficoltĂ , nonostante il diritto allo studio sia riconosciuto formalmente. Nelle scuole superiori di tipo professionale, come quella dove insegno io, è giĂ  difficile fare l’orario “normale”, figurati prevedere altre articolazioni o esoneri da consigli, scrutini, commissioni varie

    50. sono una studentessa che lavora in una regione diversa da quella in cui studia.le rare volte che ho chiesto permessi studio,addirittura non retribuiti,per sostenere esami mi sono stati concessi ma con tanti musi lunghi!perchè nonostante le leggi,il diritto allo studio in molti enti privati è ancora a discrezione del datore di lavoro!

    51. LAVORO IN UN’AZIENDA GRANDE…NON MI AZZARDO A CHIEDERE PERMESSI DATO CHE SONO A TEMPO DETERMINATO PER UN MESE E MEZZO!!
      UFFA MI LAURERERO’ FRA CENT’ANNI!!!!
      CERTO E’, CHE SE FOSSE UNA LEGGE APPLICATA SAREBBE MERAVIGLIOSO, NON VI PARE??

    52. Non si parla mai di suicidi e da un lato va bene per ovviare lo spirito di emulazione, ma dall’altro fa malissimo perchĂ© pare che la societĂ  voglia infangare, coprire bene e rendere tutto perfetto quando di perfetto non c’Ă© nulla. L’ipocrisia fa arrabbiare i giovani. Il suicidio ha diverse spiegazioni a seconda dell’individuo e troppo spesso non si parla di queste ” motivazioni “!!! la solitudine, anche in mezzo a tanta gente, le umiliazioni, gli abusi,… uno psichiatra disse un pò di tempo fa che molto spesso i pazienti sono le vittime di persone che non sono mai state curate… dovremmo riflettere di piĂą…e, non parlare, ma COMUNICARE di piĂą.

    53. Certo che se fosse una legge applicata sarebbe bello, ma cosi com’è oggi non è che un ulteriore modo d’incentivare il lavoro nero.
      meglio sarebbe l’istituzione di corsi serali per lavoratori che studiano perche l’universita non sia un privileggio di pochi.

    54. questo testo il mio datore di lavoro dovrebbe davvero leggerlo! in effetti dovrebbero leggerlo anche certi professori di mia conoscenza che si permettono di criticarti se per pagarti l’universitĂ  lavori e non puoi seguire i loro preziosissimi corsi. certo sarebbe bello non dover lavorare e potersi dedicare a tempo pieno agli studi, ma fino a che studiare e mantenersi costerĂ  cosi tanto non ci riuscirò mai

    55. peccato che di questa legge se ne freghino un pò tutti!!!!
      ho lavorato per tre anni in polizia municipale e ho dovuto fare gli straordinari e anche rinunciare alle lezioni universitarie perchè a tempo determinato. non mi sembra giusto che un lavoratore a termine sia esonerato da questa legge

    56. Il percorso universitario spesso si allarga oltre le frequenze e gli esami. Posso andare ad ascoltare un esame prima che debba darlo, posso andare a fare uno scritto e spendere un altro giorno per verbalizzarlo, posso andare un giorno dal mio relatore e tornarci anche il giorno successivo………..e così via. Perchè la legge riconosce solo i giorni per gli esami e per le frequenze?

    57. Grazie per queto articolo che mi ha aiutata a capire che in azienda non vogliono riconoscermi le ore e i giorni degli esami universitari. Mi piacerebbe sapere se solo la mia azienda può fare eccezioni non concedendomi i permessi (ho dovuto consumare le mie ore di ferie) o se mi ha dato informazioni errate.

    58. si, un bell’articolo, conciso e molto attinente alla realtĂ  lavorativa dei dipendenti pubblici soprattutto.
      Chiaramente nel privato esistono delle sostanziali diversitĂ  e dipende molto dal datore di lavoro.
      A volte, come nel caso delle banche, non sono previsti molti permessi, a parte il giorno dell’esame, ma incentivi economici.
      Il mio consiglio: sia nel pubblico, sia nel privato, leggetevi il contratto di lavoro.Infatti attorno ai permessi, a volte si creano delle leggende metropolitane che poi non hanno alcun fondamento;e magari si trascurano dei fatti importanti a proprio vantaggio.

    59. E’ di recente istituzione la possibilitĂ  di scegliere, all’interno di alcune FacoltĂ , (tra queste Psicologia) l’opzione relativa alla erogazione di lezioni universitarie tramite l’antenna satellitare di RAI SAT 1 e RAI SAT 2. Cosa ne è delle ore previste per la fruizione di corsi? Cosa ne pensa il legislatore in proposito, visto che molte lezioni vengono proiettate durante l’orario di lavoro?

    60. Tutte belle parole, ma assolutamente buttate al vento! Permessi, assenze, e blablabla forse sono possibili per chi ha un impiego statale, ma nel privato in pratica è tutto un altro paio di maniche. Specie in aziende piccole, dove una persona lavora per tre, e se volesse usufruire di tutte queste agevolazioni per studenti-lavoratori, una volta, una volta e mezza, il capo inizia a guardarti storto. Le solite leggi beffarde, che danno una parvenza di tutela dei diritti. In concreto la situazione è molto meno rosea, altroché.

    61. Sono una studentessa…
      fuori corso che aveva bisogno di alcune dritte…
      questo è un articolo molto utile.Utile soprattutto nella parte dove viene descritto per quanti giorni è possibile chiedere il permesso.
      Grazie

    62. Io sono una sua tesista,ho sostenuto l’esame di psicologia della personalitĂ .
      Proprio perchè una persona in gamba,condividevo,ero d’accordo con la maggior parte delle sue tesi,dei suoi pensieri.E giĂ ! Muoiono sempre i migliori!
      Io ora non so piĂą con chi dare la mia tesi!

    63. E ti pareva che non c’era la femminista di turno…. Baudelaireee qui si parla dei bambini! mettiamo da parte per un attimo i problemi della paritĂ  tra sessi e cerchiamo di capire di cosa ha bisogno un bambino in questo “schifo di mondo moderno”! “Purtroppo” nel mondo in cui viviamo educare significa ANCHE insegnare a coprirsi (se a 13 escono i minigonna, a 18? nude??) i maschietti che imitano i pupazzi e si mettono a petto nudo non corrono nessun rischio…. ma le ragazzine che escono con trucchi esagerati, minigonne, vestitini provocanti…. ma daiiiii i valori non ci sono piĂą, si stanno perdendo sempre di piu! e la colpa di chi è!?? TUTTA DEGLI ADULTIIIII!! I bambini crescono come?? in base a quello che vedono! e cosa vedono OGGI?? genitori schizzati a star dietro al loro lavoro, vivono 10 ore all’asilo o con qualche baby sitter, il loro modello lo trovano nel GIOCO!! e il gioco cos’è? io giocavo coi bottoni della nonna e ci stavo anche 4 ore.. oggi i bambini hanno bisogno di 4 giochi per starci 1 minuto!! non vi fa pensare??
      I bambini sono il nostro futuro! e se guardiamo il presente… non oso immaginare che futuro ci aspetta!!

    64. Mi stanno bene tutti i discorsi sugli aggiornamenti die piani studi, ma non si capisce perchè gli imprenditori siano così ben disposti a sobbarcarsi spese spesso inutili in Medicina del Lavoro (dove il mercato è supportato da una legge che rende obbligatori accertamenti a volte francamente inutili e che tutelano solo il Medico e la sua Assicurazione) mentre nel settore delle Risorse Umane negli anni si sia permesso il fiorire di tutta una serie di figure di riferimento e strumenti dall’affidabilitĂ  del tutto empirica e non ci sia all’orizzonte uno straccio di proposta (fatte salve quelle che potranno discendere dalla famigerata sentenza PlatĂ©) che “obblighi” le aziende a dotarsi di personale specializzato e qualificato. Il problema è di tipo culturale e se il Ministero si mette pure a sponsorizzare, come mi è capitato di appurare, siti di professionisti il cui curriculum non reca Titoli, Esperienze, Qualifiche direi che è perfettamente inutile fasciarsi la testa. Le cose vanno così perchĂ© devono andare così e i costi di una ristrutturazione del mercato, delle opinioni e della cultura dei nostri capitani d’industria è ancora vista come una “predazione” di un potere che ciascuno ritiene di essere legittimato a detenere. Come diceva la canzone: “…e qui comando io, e questa è casa mia……”.

      Mario Bianchini

    65. Mi spiace….era un personaggio di alto livello….
      Mi ricordo di aver sostenuto l’esame di Psicologia della personalitĂ  con lui e di aver iniziato ad amare Jung tramite i suoi scritti.

    66. Sono rimasta davvero stupefatta e rattristata della notizia.
      Non l’ho conosciuto personalmente, ma ho letto diversi suoi scritti, e da mesi seguivo una sua rubrica su una rivista. Nutrivo una grande stima nei suoi confronti; peccato non aver avuto l’occasione di assistere ad una sua lezione…Se ne è andato un grande personaggio.

    67. Ottima informativa! Come corollario:
      a volte esistono accordi specifici, tra una particolare azienza e le rappresentanze sindacali in quell’azienda, che prevedono ulteriori agevolazioni per i lavoratori studenti (per esempio, un ulteriore giorno di permesso prima dell’esame).

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