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    Come e quando intraprendere l’attività di libero professionista


    Abstract
    In questo articolo sono riportate una serie di indicazioni utili per decidere di intraprendere o meno l'attività professionale. In particolare l'IVA e la fatturazione dei compensi
    Contenuto

    Concetto generale dell’IVA

    L’ IVA è un’imposta gravante sui consumi che si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese e professioni.
    Presupposto per l’applicazione dell’imposta è che le cessioni dei beni o le prestazioni di servizi vengano effettuate da parte di imprenditori, professionisti nello svolgimento della propria attività.
    Un privato, ossia una persona fisica che non svolge alcuna attività professionale o di impresa, non può essere ritenuto soggetto passivo di imposta.

    Tratteremo di seguito gli aspetti principali legati all’attività professionale dello psicologo al fine di indirizzarlo nella valutazione circa l’apertura o meno di una posizione I.V.A. e alla conseguente iscrizione alla propria cassa previdenziale (E.N.P.A.P.)

    Non è facile stabilire in termini generali quando occorra aprire una partita Iva.
    La convenienza, infatti, può essere determinata da una serie di fattori oggettivi, quali il reddito lordo annuo del lavoratore, la presenza o meno di altre tipologie di reddito, il numero di committenti e la qualità degli stessi, i costi inerenti la propria attività (computer, cancelleria, affitto di un ufficio, telefono…) e da una serie di fattori soggettivi, quali la capacità di autogestione e di autopromozione, la consapevolezza di maggiori responsabilità ed adempimenti (commercialista, fatture…).

    Dal punto di vista fiscale, il primo atto formale per chi intraprende un’attività economica, sia di tipo autonomo che imprenditoriale, è quello di segnalarlo all'Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di apposita “Dichiarazione di inizio attività” entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.

    Sostanzialmente, gli adempimenti principali da assolvere sono:

    • la richiesta di attribuzione del numero di partita Iva
    • la scelta del regime contabile
    • Richiedere la partita Iva è abbastanza semplice e non ha alcun costo.

    I modelli che si utilizzano sono di due tipi, secondo la veste giuridica del richiedente:

    • Per le persone fisiche (imprenditori o professionisti) mod. AA9/7
    • Per i soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti, associazioni) mod. AA7/7

    La dichiarazione deve essere firmata dal contribuente e può essere presentata mediante una delle seguenti modalità:

    1. presentazione diretta (anche a mezzo di persona appositamente delegata) ad un qualsiasi ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate, in duplice esemplare.
      L'ufficio assegnerà gratuitamente un numero di partita Iva che resterà invariato fino al momento della cessazione dell'attività, anche se dovesse variare il domicilio fiscale. Tale numero deve essere indicato nelle dichiarazioni fiscali, nella home-page dell'eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto;
    2. invio telematico direttamente dal contribuente o tramite gli intermediari abilitati. In tal caso le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui è conclusa la ricezione da parte dell’Amministrazione finanziaria e la prova della presentazione è data dalla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate attestante l’avvenuto ricevimento della dichiarazione;
    3. invio per posta (mediante raccomandata), ad un qualsiasi ufficio locale dell'Agenzia, di un unico esemplare, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante.
      In questo caso le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui sono spedite (sconsigliato in quanto richiede tempi troppo lunghi per l’assegnazione del numero della partita Iva);


    Opzione per il regime contabile

    Nella richiesta del numero di partita Iva, il contribuente che inizia una nuova attività non ha l’obbligo di indicare anche l’opzione per il regime contabile scelto.
    Infatti, la validità dell'opzione è basata sul comportamento concludente del contribuente.
    Tuttavia, le opzioni vanno comunicate nella prima dichiarazione Iva annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

    Se il contribuente è esonerato dalla presentazione della dichiarazione annuale Iva, per esempio in presenza di sole operazioni esenti, deve comunicare l'opzione o la revoca del regime contabile nel modello di dichiarazione dei redditi (Modello Unico), allegando allo stesso l'apposito quadro per le comunicazioni delle opzioni e revoche contenuto nella modulistica della dichiarazione annuale Iva.
    In caso di mancata comunicazione, pur restando valida la scelta del contribuente, si applica la sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro.

    Per i principali regimi contabili vai al sito dell'Agenzia delle entrate.

    In quanto lavoratore autonomo, il titolare di partita Iva deve iscriversi obbligatoriamente ad un Ente di Previdenza obbligatoria.

    Alcune professioni, nel tempo, hanno istituito un Albo (per tutelarsi dall’esercizio abusivo della professione) e delle “Casse”, ovvero degli Enti preposti alla riscossione e gestione dei contributi previdenziali e assistenziali degli iscritti.

    Lo psicologo, che esercita attività libero professionale per le cui prestazioni è richiesta l’iscrizione all’Albo è tenuto a costituire, per i redditi che ne derivano, la propria posizione previdenziale presso l’E.N.P.A.P.

    L’iscrizione va effettuata entro 90 giorni dalla data di conseguimento del primo compenso generato da prestazioni di natura libero professionale riconducibili all’attività di psicologo.
    In tal senso, per l’individuazione delle attività che formano oggetto della professione può essere utile far riferimento all’art. 1 della Legge n. 56/89 che disciplina il relativo ordinamento.

    La data di incasso del primo reddito, definita “data inizio attività” è il momento da cui decorre l’iscrizione all’Ente e quindi la conseguente copertura previdenziale.
    La sola apertura di Partita IVA, e/o l’iscrizione all’albo, senza conseguimento di un compenso professionale, non comportano, da soli, l’obbligo di iscrizione all’Ente.
    Lo psicologo libero professionista può conseguire reddito svolgendo quelle attività per le quali è necessaria l’iscrizione al proprio Albo di categoria.

    Qualora svolga contemporaneamente un lavoro dipendente sarà tenuto a versare all’Ente esclusivamente i contributi relativi alla parte di reddito libero professionale.
    Pertanto, oltre alle prestazioni psicoterapeutiche rientrano, a titolo esemplificativo, tra le attività soggette a copertura previdenziale le docenze (formazione), le consulenze nei confronti di Enti o Aziende, dottorati e assegni di ricerca (D.M. 11/9/1998 e Legge N. 449/97) in ambito psicologico.

    L’esercizio professionale anche in forma occasionale determina, a prescindere dal reddito che ne deriva, l’obbligo di iscrizione all’E.N.P.A.P. con i conseguenti effetti previdenziali. Una volta iscritto all'E.N.P.A.P. lo psicologo sarà tenuto al versamento dei contributi la cui misura viene calcolata in base al reddito professionale ed ai corrispettivi lordi dell'intero anno.

    Per maggiori informazioni consultate il sito dell'E.N.P.A.P.


    La fatturazione dei compensi

    La fattura o parcella è il documento fondamentale ai fini del funzionamento pratico della disciplina IVA. La fattura, da emettersi in duplice esemplare, è sempre obbligatoria e nulla rileva la natura del destinatario che potrà rivestire la veste di soggetto pubblico o privato, persona fisica o giuridica.

    Ogni esemplare della fattura, deve contenere obbligatoriamente una serie di elementi fondamentali quali:

    1. Data di emissione e numero progressivo;
    2. Generalità del professionista (cognome e nome, residenza, codice fiscale e partita Iva);
    3. Generalità del cliente (cognome e nome, denominazione o ragione sociale, residenza o sede, codice fiscale e partita Iva);
    4. Natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
    5. Indicazione del corrispettivo della cessione di beni o della prestazione di servizi;
    6. Aliquota Iva e ammontare dell’imposta o titolo di inapplicabilità e relativa norma (es. esente art. 10 DPR 633/72


    Relativamente al punto 6) occorre distinguere tra operazioni imponibili, sulle quali si deve applicare l’Iva e operazioni esenti sulle quali l’Iva non si applica in virtù di motivi di ordine tecnico, politico e sociale espressi nelle direttive comunitarie.

    Al fine di capire se un’operazione ricada tra quelle imponibili o quelle esenti una buona linea di demarcazione può essere quelle di porsi la domanda se la prestazione effettuata ha come finalità, anche indiretta, quella di tipo riabilitativo della persona o piuttosto altre di tipo consulenziale, peritale o ricade nei servizi alle imprese.

    A titolo esemplificativo sono operazioni esenti da IVA le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese ad una persona da soggetti che operano nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza ai sensi dell’art. 99 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. n. 1265/34 e successive modificazioni.

    Il D.M. 21.1.1994 è la norma di riferimento che ha indicato come esenti da IVA, le operazioni sopra citate effettuate dagli Psicologi.
    Nei casi in cui le prestazioni siano ricomprese tra le operazioni esenti, individuate anche ai sensi dell’art. 10 n. 18 D.P.R. 633/72, la fattura sarà emessa senza addebito di IVA indicando il titolo dell’esenzione e, in caso di prestazioni di importo superiore a euro 77,47, applicando una marca da bollo da euro 1,29 sulla copia rilasciata al cliente.

    Viceversa sono operazioni imponibili IVA con aliquota al 21% quelle svolte dallo psicologo nell’ambito della psicologia del lavoro e dell’organizzazione, per corsi, seminari, ricerche, per docenze (formazione) e didattica in genere.

    Relativamente a queste ultime bisogna ricordare che, nel caso siano svolte dal professionista nei confronti di soggetti aventi veste di sostituti di imposta (Società, Enti, imprenditori, altri professionisti), andrà calcolata la Ritenuta di acconto pari al 20% del compenso e scalata dall’importo totale della fattura.


    Vedi anche eBook: "Professione psicologo: aspetti contabili e fiscali" >>
     

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    Ci sono 150 commenti.

    1. é un articolo davvero ben fatto!! in breve sintesi rende chiaro a tutti, anche ai più inesperti, le procedure necessarie da seguire per iniziare l’attività di libero professionista. Molto punti sono più chiari qui che in qualsiasi altro articolo.
      davvero ottimo!!!!!

    2. Il presente articolo è affrontato in modo completo ed esauriente, non ché talmente chiaro da permettere a qualunque collega, anche più inesperto, ad adempiere alle formalità più ostiche e difficoltose possibili inerenti gli obblighi e i regolamenti concernenti l’attività di psicologo Libero Professionista e non.
      Congratulazioni alla collega per la leggerezza e la semplicità con la quale ha affrontato questi argomenti ostici.

    3. L’articolo fa chiarezza sulle varie procedure fiscali che uno psicologo deve conoscere. Tuttavia fa esempi unicamente rivolti a coloro che aprono Partita IVA e non fa riferimento alla ricevuta da emettere in caso di prestazioni occasionali, sicuramente più vantaggiose per chi è all’inizio e deve farsi una clientela…

    4. L’articolo fa sicuramente chiarezza sulla nebulosa fiscale, come lo stesso Ordine degli Psicologi del Veneto è esaustivo sull’argomento, ma la scelta di essere imprenditori di se stessi richiede di questi tempi un certo coraggio, che io ancora sto cercando…soprattutto se a iva E.N.P.A.P e spese varie si deve aggiungere anche un 25% di trattenute del Centro Medico, che ti offre uno spazio per praticare…

    5. io pure è da tanto e tanto tempo ormai che valuto e rivaluto se e quando aprirmi una partita iva………c’è sempre paura….ma più che altro la paura proviene da una scarsissima informazione a riguardo…..almeno parlo per me personalmente che quando ci si mette in mezzo la burocrazia io vado in tilttttttttttttttt ahahahahahahspero di togliermi ogni dubbio e soprattutto non vedo l’ora di lavorare come lbero professionista!!!!! grazie a ops.online che almeno sta dalla nostra parte grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    6. Indubbiamente un articolo utile. E’ importante sapere (fare ed essere) un mucchio di cose per diventare un buon profesionista-imprenditore di se stesso, ma gli aspetti pratici burocratici inrenti l’apertura dell’attività di psicologo non possono essere trascurati. In fondo è ciò che sancisce ed inaugura il nostro “esserci” nel mercato…

    7. di certo meno burocratico e farraginoso di altri articoli sul tema. ma devo ammettere che se uno psicologo non ne sa nulla di Enti, iva, calcoli ecc è ben difficile capire concretamtente cosa e chi deve fare che…

    8. L’articolo è espresso abbastanza chiaramente ed esaustivo sebbene io abbia notato un piccolo errore (forse di aggiornamento)sulla cifra riferita per le prestazioni ESENTE IVA (ai sensi dell’art. 10, I° comma n° 18 D.P.R.633/1972), se l’importo totale della fattura/parcella supera euro 77,47 a cui bisogna applicare una marca da bollo non come riferito di euro 1,29 (ma di € 1,81)sulla copia rilasciata al cliente.
      A parte questo credo che non manchi delle parti essenziali.

    9. Ringrazio per il contributo davvero chiaro ed esaustivo sui passi da fare ed il disbrigo delle incombenze burocratiche per l’avvio dell’attività professionale. Lo conserverò fra i miei “Preferiti”… Ciao!

    10. Grazie per questo articolo, chiaro, ben scritto e con le informazioni utili, al netto di tutte le postille, i rimandi, i ma e i se di cui sono popolate molte pagine web sull’argomento. Finalmente comincio a capirci qualcosa, anche se la materia non è proprio semplicissima 🙁

    11. Bè…abbastanza chiaro…molto burocratese…
      sto incomincianod a pensare che all’univerisità dovrebbero fare un esame apposta per capire come gestire il post-lauream…come vendersi e organizzare la professione….

    12. Si…direi che qui tutto pare più chiaro…vi ringrazio per il contributo perchè cosi probabilmente riuscirò a farmi le idee più chiare sull’argomento…grazie….

    13. Non avevo visto queste informazioni utilissime nel sito, finalmente qualcuno che ci spieghi un pò di cose tecniche e burocratiche a noi che poveri psicologi che vorremmo iniziare una professione ma che siamo solo bombardati di cose da pagare!

    14. ..finalmente un pò di chiarezza sui primi passi da fare per avviarsi alla libera professione!! Siamo sempre più impelagati in questioni burocratiche che non sappiamo come affrontare!! Grazie per questo contributo

    15. Molto chiaro, schematico e di facile comprensione questo articolo.Finalmente le mosse principali da compiere per avviare la professione privata e soprattutto chiarezza su alcuni termini che, se fossero stati scritti in arabo, sarebbe stato per me lo stesso.Certo che, a parte l’impegno e le capacità esplicative indubbie dell’autrice, per quanto mi riguarda, rimangono ancora diverse cose burocratiche da comprendere.comunque grazie, mi rivolgerò al commercialista e all’agenzia delle entrate con un pò di competenza in più.

    16. veramente interessante preciso ed abbastanza chiaro anche per chi come me fa un pò fatica a star dietro tutto ciò chee riguarda gli adempimenti burocratici!! penso che sia un ottimo promemoria per destreggiarsi utile a tutti i neo abilitati come me!!! grazie per questo contributo all’autrice

    17. più leggo articoli del genere più mi si confondono le idee. Possibile che non riesco a capiric nulla. Questo vuol dire che semmai diventerò libero professionista dovrò guadagnare abbastanza per poter paagre il commercialistaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
      è meglio nn pensarci !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    18. utile a far luce su alcuni punti, altri restano comunque oscuri……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..molto oscuri!

    19. Semplice articolo, ma di indubbia capacità esplicativa per ciò che riguarda gli adempimenti minimi da fare per intraprendere l’attività libero professionale

    20. davvero chiaro e esemplificativo…..
      riengo che questo tipo di articoli sia molto chiaro ed esemplificativo e soprattutto necessario per chi vuole intraprendere l’attività dello psicologo

    21. ottimo! articolo chiaro e comprensibile, soprattutto molto utile e chiarificatore soprattutto x chi ha le idee molto confuse come la sottoscritta!!!!!!!!!!!!!!!!! grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

    22. tutto chiarissimo, ma per quanto riguarda l’apertura di uno studio di consulenza psicologica quali passi si devono compiere?
      noi siamo tre psiocloghe già iscritte all’albo e iscritte anche all’istituto veneto di terapia familiare e vorremmo aprire uno studio di consulenza psicologica che oltre a lavorare con il singolo vorrebbe anche presentare progetti alle scuole, comuni….
      grazie

    23. Nonostante la chiarezza dell’articolo, ritengo che la materia in questione generi comunque grande confusione. Grazie comunque per il contributo, che ho trovato in ogni caso molto utile.Nel frattempo lo salvo e mi ripropongo di tornarci sù a momento debito!

    24. Apprezzo moltissimo la spiegazione fornita riguardo all’opportunità/necessità di aprire una Partita Iva.
      E’ notevole l’importanza che per noi psicologi rappresenta la certezza e la padronanza delle risorse e degli strumenti che siamo chiamati ad utilizzare con consapevolezza nello svoglimento delle nostre attività.

    25. Se uno psicologo ha la partita IVA e, oltre a fare sostegno psicologico in studio privato, fa anche l’educatore, può sfruttare la partita IVA invece di accettare i soliti contrattini……se si, quale dicitura sarebbe meglio mettere in fattura?

    26. Mah…è veramente una confusione…io ho aperto la partita iva e non ho ancora fatturato niente ma così non posso scaricare la scuola di specializzazione perchè lavoro in una coop sociale come operatrice e quindi non posso farla risultare come formazione alla professione…praticamente per scaricare devi guadagnare tanto!quindi il cerchio si chiude sempre alla stessa maniera…chi è ricco risparmia, chi è povero paga tutto!!!che ingiustizia.
      Se guadagnassi 40 mila euro all’anno mi farei meno problemi a pagarne 3.500 di scuola senza scaricarla come succede adesso che ne prendo 980 al mese…

    27. Il testo ha contribuito a chiarire parte dei miei dubbi. Ci sono tuttavia alcuni aspetti che a mio avviso andrebbero maggiormente approfonditi, quali l’ Aliquota, l’ imponibile effettivo etc.
      Sarebbe inoltre opportuno dedicare uno spazio specifico alle agevolazioni previste per i liberi professionisti che iniziano l’ attività. So infatti che sono previsti degli sgravi fiscali in alcuni casi. Consiglierei a chi ha i miei stessi dubbi di prendere come riferimento i D.M. citati, leggere il link dell’ ENPAP e fare un giro sul forum.

    28. Sarebbe utile avere maggiori indicazioni sulle prestazioni esenti o meno. Ad esempio mi è capitato di fare formazione per una società che si ostinava a dire che la formazione è esente da Iva come le prestazioni sanitarie. Credo che un elenco dettagliato potrebbe essere utile per orientarsi almeno all’inizio. In internet comunque si trovano diversi siti in cui queste informazioni si trovano agevolmente.
      Vorrei approfittarne per chiedere un’altra informazione: nelle prestazioni sanitarie, che invece sono esenti da Iva, la marca da bollo va applicata con qualunque importo o solo per alcune cifre? Su questo, purtroppo ho sentito pareri discordi dai commercialisti

    29. e’ sicuramente importante conoscere le basi per poter decidere serenamente se iniziare un’attività come professionista. il precedente articolo sicuramente aiuterà a capire meglio il problema.
      grazie per la pubblicazione

    30. ho dato una lettura veloce all’articolo, mi è sembrato molto interessante per avere una visione globale di quello da fare quando saresti a tutti gli effetti un psicologo, con iscrizione ed il resto….

    31. articolo di sicuro interesse nolto dettagliato e utile. le difficoltà tuttavia permangono, e sono sopratutto di tipo strutturale: fossero solo costi fiscali… ma un’attività ha bisogno di investimenti in sede, marketing, beni strumentali. Tuttavia ritengo che partire con la giusta impostazione fiscale possa essere un buon inizio.

    32. Al fine di capire se un’operazione ricada tra quelle imponibili o quelle esenti una buona linea di demarcazione può essere quelle di porsi la domanda se la prestazione effettuata ha come finalità, anche indiretta, quella di tipo riabilitativo della persona o piuttosto altre di tipo consulenziale, peritale o ricade nei servizi alle imprese.

    33. utilissimo, completo, esaustivo, grazie per le informazioni……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    34. E’ vero che gli oneri fiscali sono molti specie per i giovani psicologi che decidono di aprire la partita IVA per intraprendere la libera professione. La tentazione di aggirare gli ostacoli potrebbe essere forte ma in questo modo ricordatevi che alla fine le ripercussioni di questi comportamenti scorretti ricadono su tutta la categoria. Anche sulla terapia stessa questo tipo di atteggiamento potrebbe essere nocivo e influenzare il giudizio che ha di noi il paziente. Svolgiamo una professione molto delicata, credo di poter dire di responsabilità: dimostriamoci onesti e trasparenti. Ne trarremo tutti vantagio umano e professionale.

    35. quest’articolo è davvere utili per tutti i laureati in psicologia che cercano di “fare” gli psicologi. la burocrazia è cosi complicata, è necessaria quache dritta.

    36. Davvero utilissimo, spiega molto bene come muoversi nei primi passi della propria attività da libero professionista… speriamo arrivi presto il momento!! Grazie mille!!

    37. L’articolo è davvero utile. Per un neo psicologo è importante sapere come e quando aprire un’attività da libero professionista. E’ spiegato tutto molto bene. Sembra che l’ unica difficoltà sia quella di trovare clienti…

    38. grazie. concordo pienamente con gli altri colleghi. le informazioni che ho letto sono davvero chiare e precise. Ora comincio a capire come muovermi per avviarmi alla libera professione.

    39. grazie!
      queste informazioni pratiche sono così utili! e poi sono quelle per me più antipatiche da procurarmi, nonchè da capire! quando poi si è ai primi passi sembra tutto così complicato, tutto così dispendioso.. bisogna tener conto di un sacco di cose. spero che questo articolo mi aiuti a fare un po’ di ordine nelle idee e nell’azione!
      grazie di nuovo..

    40. Sottoscrivo in pieno i commenti fatti dai miei colleghi su questo argomento, e come al solito vi ringrazio. Come molti giovani psicologi ancora non capisco nulla di IVA, ecc. ma spero tanto di riuscire a districarmi in questa rete di informazioni nuove………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    41. informazioni utilissime per chi come me è appena iscritto all’albo ma ancora fatica ad acquisire un’identità da psicologo!!!!
      la parte burocratica mi spaventava molto ma queste indicazioni mi hanno aiutato a fare chiarezza.grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    42. Nessuno da fiducia ai giovani, nessuno vuole offrirci un lavoro che abbia a che fare con quello per cui abbiamo faticato???? con questo articolo si può anche pensare di fare la libera professione.
      Grazie un ottima forma di orientamento, unica pecca è la poca chiarezza rispetto alla esenzione iva.

    43. Molto utile per capire quali sono i primi passi da fare verso l’inizio della professione, almeno in termini “burocratici”, utile per chi è proprio inesperto in materia economica-fiscale. Non è molto chiaro quali prestazioni sono esenti da IVA e quali no, ad esempio quando una “consulenza” lo è o meno, ma non dipende dall’articolo.

    44. purtroppo da questo articolo pensavo di recuperare delle informazioni meno commercialistiche e più legate alla valutazione circa l’opportunità di avviare la libera professiona, cruccio sempre presente in chi è alle prime armi con il lavoro e non è figlio d’arte. Avrei preferito reperire informazioni sulle possibili azioni da effettuare per lanciarsi nel mondo della libera professione…l’articolo in sè è impeccabile, avrebbe avuto bisogno solo di un titolo divrso, come “regimi iva”!!

    45. questo articolo è estremamente utile per chi ha intenzione di aprire la partita iva e si accinge ad entrare nel mondo del lavoro.. dopo la lettura di articoli poco chiari e la confusione esistente sull’argomento, finalmente leggo nozioni chiare e concise

    46. direi che questo articolo è perfetto per i non addetti ai lavori e per chi, come buona parte di noi psicologi, vuole cominciare a fare impresa sociale: ci aiuta a acaire come muovere i primi passi nel mondo dei “grandi” fra imposte, tasse, iva, enpap…grazie

    47. direi che questo articolo è perfetto per i non addetti ai lavori e per chi, come buona parte di noi psicologi, vuole cominciare a fare impresa sociale: ci aiuta a acaire come muovere i primi passi nel mondo dei “grandi” fra imposte, tasse, iva, enpap…grazie

    48. Questo articolo è fondamentale per avere chiare le procedure da compiere per diventare libero professionista. Quando si esce dall’Università e ci si iscrive all’Albo spesso ci si sente soli, confusi e voi siete davvero un sostegno…grazie!

    49. penso che questo articolo sia veramente completo ed esaustivo.a volte si fa confusione, ma così le idee sono più chiare!ora bisogna solo capire se si è pronti per avviare una attività di libero professionista.Sicuramente questo articolo ha fatto più chiarezza nella mia testa

    50. Questo articolo è molto interessante e utile per tutti gli psicologi che sfiorino l’idea di lavorare come libero professionista. Fra questi c’è anche il mio caso. Stavo proprio cercando qualcosa in merito e devo ammettere che, nonostante sarebbero opportuni eventuali approfondimenti direttamente con l’ENPAP, è servito a darmi una prima dritta in merito!Auguro a tutti i colleghi che avventurano nel mondo del libero professionista di avere tutti i riscontri desiderati alla luce del fatto che se la nostra professione rimane sempre uno dei settori più affascinanti è allo stesso tempo fra le più complicate per l’inserimento lavorativo. In bocca a lupo a tutti e grazie a Marianna!

    51. Grazie per le informazioni contenute in questo articolo, sicuramente precise, chiare e molto utili per coloro che si approcciano alla libera professione!

    52. L’articolo è di facile accesso e comprensione, grazie per tutte le note tecniche, mi sei stato di enorme aiuto! Adesso rimane solo da capire come ce la caveremo con tutta la burocrazia……. 🙂

    53. Il presente articolo è molto interessante per coloro che, all’inizio della propria carriera come liberi professionisti, necessitano di informazioni dettagliate che spesso vengono date per scontate. Complimenti a chi ha inserito l’articolo.

    54. Il presente articolo è molto interessante per coloro che, all’inizio della propria carriera come liberi professionisti, necessitano di informazioni dettagliate che spesso vengono date per scontate. Complimenti a chi ha inserito l’articolo.

    55. l’articolo è sintetico, ma chiaro ed utile… mi rimangono ancora dei dubbi relativi alla stesura della fattura, sarebbe utile dare un esempio di fattura e di come si calcolano gli importi.

    56. l’articolo è utile e offre in modo sintetico e chiaro le informazioni essenziali per iniziare a muoversi nella burocrazia -io mi ci perdo!-
      speriamo bene…grazie!

    57. davvero molto utile, ho trovato molti riferimenti da approfondire…Grazie per le informazioni! Gli aspetti fiscali della professione per me sono complicatissimi!

    58. Si tratta di un articolo molto utile…offre una panoramica la quale permette un certo orientamento per poter partire nella ricerca di più specifiche informazioni…..grazie mille!

    59. davvero molto utile, ho trovato molti riferimenti da approfondire e sicuramente adesso ho un’idea un pò più chiara.
      per me la lettura di questo contributo rappresenta un primo passo verso la realizzazione di un progetto professionale da tanto pensato.

    60. Articolo interessante per riportarci su un piano pratico della nostra professione.. è sempre molto difficile iniziare e concretizzare gli sforzi di una carriera scolastica.. almeno si ha un’indicazione…

    61. Grazie per le delucidazioni… ma continuo ad essere veramente negata.
      Volevo chiedere una cosa, anche se non è strettamente correlata al discorso della p.iva: vi risulta che per poter insegnare psicologia nelle scuole superiori sia obbligatorio aver dato almeno un esame di pedagogia? Io mi sono vista rifiutare una domanda per questo motivo… mi fate sapere?

    62. Grazie per le informazioni! Gli aspetti fiscali della professione per me sono complicatissimi! Io ho aperto la partita iva ma ovviamente ho delegato completamente tutto ad un commercialista!

    63. Sono contenta di aver letto questo articolo perchè mi ha messo in contatto con una parte che prima d’ora avevo tralasciato e che per questo rappresentava per me un mondo ignoto….grazie!

    64. complimenti!mi si sono sciolti molti dubbi relativi al necessario per aprire la partita iva e buttarsi nel mondo del lavoro libero professionista..dato che decine di curriculum mandati in giro per il web e non solo, non hanno portato grandi frutti..

    65. è molto chiaro per poter intraprendere una strada così complicata tra iva, aliquota etc…ma mi sorge una curiosità per aprire uno studio è obbligatoria l’iscrizione all’albo professioniale, ma è obbligatoria anche una specializzazione??mi piacerebbe trovare articoli come questo che spieghino altrettanto bene come intraprendere questa strada dopo la laurea e l’iscrizione all’albo visto che è un lavoro che offre due possibilità: aprire uno studio privato; lavorare in un servizio pubblico (quasi impossibile!!!!!)grazie

    66. è un articolo molto interessante per chi è adigiuno come me di informazioni in merito alla questione e cerca qualcosa da cui cominciare! grazie a chi lo ha scritto

    67. L’articolo è di facile lettura, soprattutto per le persone che, come me, hanno difficoltà a entrare in questo tipo di argomenti. E’ un percorso chiaro che consente di poter tenere ordine in questo campo. Il libero professionista ha bisogno di questo inquadramento giacché spesso il suo lavoro è molto vasto. Grazie.

    68. Interessantissimo articolo!!! Fortunatamente esiste internet che ci da la possibilita di poter usufruire di questi siti che ci danno utilissimi informazioni.

    69. E’ un articolo davvero interessante anche se obiettivamente mi aspettavo dal titolo che ci fosse qualche riferimento all’opportunità a seconda delle varie situazioni formative, di aprire o meno un’attività da libero professionista. Grazie per tutte le informazioni fiscali che comunque sono utilissime e presenti nell’articolo

    70. Davvero interessante, anche xchè non esiste nessuno che ti mette al corrente di tutto ciò!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    71. Grazie mille per tutte le informazioni qui riportate. Finalmente qualcuno che mette nero su bianco delle linee guida da poter seguire. Interessante anche la parte dei versamenti non dovuti se anche lavoratore dipendente…cosa tra l’altro che rientra nella mia posizione, visto che vorrei aprire un’attività legata alla formazione come libero professionista, e mantenere l’impiego da dipendente in azienda. La ringrazio ancora molto e se avrò bisogno dei suoi consigli spero di poter contare su di Lei.

    72. grazie finalmente ho una traccia da seguire rispetto agli uffici che devo contattare ovviamente la burocrazia uccide tutti quelli che hanno buoni intenti.. spero di saltarci fuori

    73. fantastico finalmente un articolo che ti può indirizzare un pò specialmente per come me si deve ancora iscrivere all’albo……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    74. buone le informazioni contenute, sono un ottimo spunto iniziale per cominciare a lavorare come libero professionista. purtroppo le varie agenzie deputate a dare queste informazioni (albo, enpap, agenzia delle entrate) non sempre forniscono completezza e chiarimenti necessari. anche perchè chi inizia, spesso ha anche altre entrate come dipendente e non sa come integrarle.

    75. Ottime info! E’ una strada che credo dovrò percorrere per forza. Venezia è il regno della botteguccia e lo psicologo del lavoro come dipendente fisso se lo attaccano…

    76. ottimo articolo! purtroppo bisogna fare i conti con la burocrazia che non ci rende facili le cose! grazie per le informazioni date, sono preziose per chi cerca di iniziare a barcamenarsi nella libera professione.

    77. beh finalmente ho informazioni completa su un percorso che pare infinito,non è certamente semplice ma da qualche parte bisogna pur iniziare. buon lavoro a tutti e
      grazie ancora

    78. semplicemente grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    79. è un artcolo chiaro ma non esaustivo,perchè è importante diffondere la notizia che è possibile,per chi inizia con l’attività privata e quindi ha pochi pazienti, rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale al paziente con il limite di fatturato a 5000 euri l’anno.la percentuale di tasse da pagare allo stato è pari a circa 11.3% tramite il 740.Per chi inizia è non può accollarsi subito le spese di una partita IVA mi sembra un’ ottima soluzione e auguri e complimenti a chi riuscirà a fatturare 5000 euri!!!

    80. e gli studi di settore???lavoro già da tre anni ma con contratti co.co.co.
      adesso devo aprire la partita iva e ho dubbi e confusione su come regolarmi con gli studi di settore.
      qualcuno ha idee più chiare delle mie?

    81. l’articolo è veramente molto chiaro e semplice (in senso positivo ovviamente) e aiuta a conoscere e capire meglio quali sono gli aspetti fiscali legati alla libera professione. Grazie, mi è stato veramente utile!

    82. in questo articolo si risponde a tanti dilemmi fondamentali che si pongono i neolaureati……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    83. L’articolo si è rivelato molto utile soprattutto nel chiarire quali prestazioni sono imponibili e quali sono esenti: è stata una piacevole scoperta sapere che le prestazioni di tipo sanitario sono esenti…
      Al contrario avrei preferito non sapere che il lavoratore dipendente è comunque tenuto a versare i contributi all’E.N.P.A.P. oltre a dover richiedere la partita I.V.A. Questo complica molto la situazione lavorativa soprattutto nel caso di prestazioni occasionali come può accadere ad un lavoratore dipendente…

    84. l’articolo è piuttosto chiaro e comprensibile in ogni caso mi associo al consiglio del collega di consultare un commercialista per valutare meglio se conviene aprire o meno la partita IVA e con questa iniziare un’attività libero professionale. Dall’articolo e da quel poco che so, credo che la valutazione della convenienza o meno dipenda esclusivamente da un bilancio tra le spese da sostenere (affitto, consumi) e guadagni dato che l’apertura e il mantenimento della partita IVA non comporta spese (se la usi paghi altrimenti no).

    85. articolo interessante ma cercavo anche indicazioni precise anche generali sulla convenienza o meno di aprire partita IVA. Mi è stato suggerito che come libero professionista bisogna stare molto attenti al reddito altrimenti non conviene assolutamente!

    86. molto gradita la sua chiarezza, che permette di capire meglio come muoversi nel mondo del fisco e tasse.
      Utile a capire quali siano le prime mosse nel lavoro che andiamo a fare.
      Ma comunque e utile affidarsi a un commercialista

    87. …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    88. quest’articolo è risultato essere molto interessante ed estremamente chiaro rispetto ad alcuni particolari spesso fumosi.
      grazie a queste informazioni essenziali e basilari è possibile capire come muovere i primi passi nell’ambito della libera professione riuscendo almeno a capire a quali istituzioni rivolgersi per poter avviare una propria attività professionale.

    89. trovo l’articolo interessante, ma consiglio personalmente di affidarsi ad un commercialista di fiducia il quale è sempre aggiornato sulle leggi. rimane importante seguire anche questi aspetti non direttamente pertinenti alla professione.

    90. Sto valutando la possibilità di intraprendere la libera professione e trovo che sia veramente difficoltoso reperire informazioni chiare e precise su questo argomento. Questo articolo mi è stato molto utile per avere un’idea iniziale su come procedere e a chi rivolgermi, quali enti o uffici siano deputati alla fornitura delle informazioni necessarie. Tuttavia mi restano ancora parecchi dubbi che forse soltanto un colloquio con un commercialista potrebbe chiarire. Le perplessità sulla libera professione che ancora possiedo ho visto che sono condivise anche da altri utenti: come ad esempio se valga la pena aprire una P.I. quando si ha soltanto un cliente; e se questo cessasse il rapporto terapeutico, a cosa si incorrerebbe nel lasciare inutilizzata la P.I.?

    91. Sto valutando la possibilità di intraprendere la libera professione e trovo che sia veramente difficoltoso reperire informazioni chiare e precise su questo argomento. Questo articolo mi è stato molto utile per avere un’idea iniziale su come procedere e a chi rivolgermi, quali enti o uffici siano deputati alla fornitura delle informazioni necessarie. Tuttavia mi restano ancora parecchi dubbi che forse soltanto un colloquio con un commercialista potrebbe chiarire. Le perplessità sulla libera professione che ancora possiedo ho visto che sono condivise anche da altri utenti: come ad esempio se valga la pena aprire una P.I. quando si ha soltanto un cliente; e se questo cessasse il rapporto terapeutico, a cosa si incorrerebbe nel lasciare inutilizzata la P.I.?

    92. Sto valutando la possibilità di intraprendere la libera professione e trovo che sia veramente difficoltoso reperire informazioni chiare e precise su questo argomento. Questo articolo mi è stato molto utile per avere un’idea iniziale su come procedere e a chi rivolgermi, quali enti o uffici siano deputati alla fornitura delle informazioni necessarie. Tuttavia mi restano ancora parecchi dubbi che forse soltanto un colloquio con un commercialista potrebbe chiarire. Le perplessità sulla libera professione che ancora possiedo ho visto che sono condivise anche da altri utenti: come ad esempio se valga la pena aprire una P.I. quando si ha soltanto un cliente; e se questo cessasse il rapporto terapeutico, a cosa si incorrerebbe nel lasciare inutilizzata la P.I.?

    93. Ho trovato questo articolo utile. Essendo io in procinto di avviare una attività di libero professionista, mi è stato utile leggere le tappe da affrontare, i siti da consultare e le operazioni pratiche da attivare inerenti all’iva e alla cassa pensionistica. rimane comunque incerto il momneto in cui aprire una partita iva. Forse a noi nuovi psicologi servirebbe sapere anche come fare quando all’inizio il paziente è uno solo, come fare a rischiare di aprire la partita iva? e se poi il paziente non venisse più, cosa faccio di una partaita iva aperta ed inutilizzata? qui non si parla delle prestazioni occasionali inritenuta d’acconto, cosa si può sapere? inoltre c’è da considerare che sono state apportate altre modifiche che forse rendono questo ariticolo già vecchio. L’unica soluzione è ricolgersi ad un commercialista?Fissando un colloquio con l’agenzia delle entrate è possibile avere informazioni?
      Enpap va attivato in ogni caso?
      Grazie e buon lavoro

    94. aprire un’attività in proprio non è così facile, soprattutto quando ti mancano alcune conoscenze di base. questo articolo è perciò molto interessante per avere almeno una minima idea di come muoversi nel campo del lavoro.

    95. è complicato immaginare come muoversi, efettivamente è utile leggere atrt di qst portata, ma poi effettivamente occorre vedere situazione per situazione e comprendere se possa esser utile aprirsi la partita iva, cmq grazie per art come qst….

    96. E’ un articolo davvero interessante. Proprio in questi giorni mi sto informando se vale la pena aprire partita iva e quali eventuali ricadute ci sono sul reddito di noi psi cologi che siamo agli inizi della nostra carriera di liberi professionisti. ti ringrazio
      Ilenia

    97. Anche io, come molti mie colleghi, mi trovo alle prese con l’annoso problema riguardante l’apertura della partita IVA. L’articolo è esaustivo, ma alla data attuale (9 settembre 2006) sono state introdotte alcune novità e quindi mi trovo ancora con dei dubbi insoluti, in particolare quello riguardante i costi di gestione e di versamento dei contributi all’E.N.P.A.P. aggravati, sembrerebbe, dall’obbligo di produrre anche delle garanzie bancarie … spero a breve di trovare altri articoli che ci aggiornino a riguardo. Grazie!!!

    98. Sono alle prese con l’amletico dubbio: mi conviene aprire la partita IVA o non mi conviene? La ettura di questo articolo è stata davvero chiarificatrice. I concetti sono espressi in maniera sintetica e, soprattutto, comprensibile. Grazie

    99. molto interessante………….davvero esplicativo!!!!!
      GRAZIE DEL CONTRIBUTO OFFERTO.
      UNA DOMANDA:
      “Non è facile stabilire in termini generali quando occorra aprire una partita Iva.
      La convenienza, infatti, può essere determinata da una serie di fattori oggettivi, quali il reddito lordo annuo del lavoratore, la presenza o meno di altre tipologie di reddito, il numero di committenti e la qualità degli stessi, i costi inerenti la propria attività (computer, cancelleria, affitto di un ufficio, telefono…) e da una serie di fattori soggettivi, quali la capacità di autogestione e di autopromozione, la consapevolezza di maggiori responsabilità ed adempimenti (commercialista, fatture…). ”
      COSA è DETRAIBILE? COSA DEDUCIBILE?IN CHE PERCENTUALE? COME?

    100. la ringrazio per aver reso fruibili tali informazioni, in modo così chiaro e dettagliato.
      purtroppo le leggi a riguardo stanno variando continuamente, creando non poche difficoltà a chi si accinge ad intraprendere la professione.
      quindi grazie di tutto e mi auguro che ci siano altri utenti disponibili a condividere informazioni.
      dott. concetta pezzella

    101. meno male che c’è gente che fa chiarezza! con tutte info parziali o errate che ci vengono date dai nostri “formatori”… sembra che si debba tenere il segreto su certe cose, sennò ci accorgiamo delle fregature che ci sono sotto! Grazie.

    102. Sicuramente l’articolo mi ha chiarito alcuni passaggi burocratici ostici, ma vorrei sapere se una persona lavora come co co co (non come psicologa) e volesse iniziare a lavorare come psicologa deve per forza aprire la partita iva, o ci sono altre soluzioni che permettono di mantenere la stipendio che ti permette di vivere e allo stesso tempo attivarti x lavorare come psicologa.

    103. L’aticolo è buono, spega bene la parte burocratica, ma io vorrei sapere se senza la partita posso fare consulenza psicologica…perchè se per cominciare a lavorare devo aprire subito la partita, ho paura che prima di guadagnare qualche soldino, prima ne vanno spesi parecchi!!!

    104. l’articolo tratta concisamente e in modo abbastanza chiaro ciò che riguarda l’apertura e la gestione della partita iva, ma non mi sembra sia aderente al titolo…speravo in qualche consiglio in più circa il come e quando intraprendere la professione. ad esempio se io dovessi lavorare unicamente nel privato, come li “trovo” i clienti? ho pensato al medico di base, magari a qualche conoscenza che si può venire a creare col tirocinio…ma mi sembra un inizio scarso? e se poi aperta la partita iva e trovato uno studio i pazienti non arrivano cosa comporta l’apertura della partita iva?

    105. Questo articolo è decisamente molto chiaro ed utile per chi si ‘affaccia’ alla libera professione. Il mio consiglio è, comunque, quello di rivolgersi ad un commercialista di cui ci si fida e che, pazientemente, possa spiegare tutti i passaggi e le procedure per una corretta ‘gestione fiscale’. In effetti questi primi passi spaventano un po’ ma non sono molto complicati, mentre la gestione delle fatture (iva e non iva) e dei contributi enpap, con relativi pagamenti periodici, è decisamente più complessa.

    106. non so se per mia inesperienza ma tutto ciò è molto complicato…però l’alrticolo è utile, almeno è una base da cui partire per muoversi nel modo corretto e evitare fregature dopo!sicuramente va letto con attenzione più volte. non sarebbe utile che all’università tenessero corsi anche su queste informazioni di carattere amministrativo e gestionale?

    107. per chi non è ancora addentro a tutte queste burle burocratiche credo che questo artiolo dia dei buoni indizi sul cosa assolutamente ci sia da fare e su cosa ci sia da riflettere prima di decidere di aprire partita iva. poi consiglio di sentire comunque un commercialista a riguardo

    108. menomale che qualche alma pia si trova da qualche parte. avevo dei dubbi e delle incertezze sull’idea di avviare uno studio, se avviarlo e soprattutto come. finalmente qlcn si è dotato di pazienza per far aprire un pò gli occhi! bravo!

    109. Direi che è un pò sintetico, ma abbastanza chiaro….e poi indica dove rivolgersi per saperne di più… diciamo che per uno che di contabilità, I.V.A e compagnia non ne sa molto alcune cose possono restare ugualmente complicate, ma gli aspetti generali ci sono tutti…

    110. l’articolo e le informazioni in esso contenute sono estremamente utili a quanti vogliono farsi un’idea sul “dopo…”, soprattutto perchè è difficile trovare informazioni di questo tipo, e non si sa mai a chi andare al chiederle…

    111. Complimenti a chi scritto l’articolo, è chiaro ed esaustivo. Personalmente se lo avessi letto prima, mi sarei risparmiata qualche grana con l’ENPAP.
      Grazie
      Patrizia

    112. Ringrazio chi ha scritto questo articolo poichè l’assoluta non conoscenza di questi aspetti ti porta a rimandare sempre più una eventuale attività da libero professionista. Purtroppo non sempre è facile conciliare lavoro e proprie esigenze e quindi si è soliti rimandare sempre l’appuntamento con il commercialista fino ad avere un ammasso di informazioni frammentarie e non sempre corrette. Fortunatamente si può consultare un sito come ops che anticipa i tuoi bisogni. Simona

    113. Ho trovato molto utili queste informazioni, sto lavorando in un’azienda come responsabile della selezione del personale e mi è stato appena chiesto di aprire la partita iva. Vorrei capire fino a che punto mi conviene considerato il fatto che guadagno molto poco.

    114. Non ho ancoraletto l’articolo in maniera integrale ma sembra veramente interessante e una lettira veloce mi ha giàfornito informazioni utili!! Ad es. non sapevo nulla circa l’enpap

    115. Finalmente qualcuno che si prende a cuore la sorte di migliaia di psicologi che dopo l’esame di stato si sentono persi. Purtroppo dopo la laurea e dopo l’esame di stato nessuno ci spiega cosa possiamo e cosa non possiamo fare e come farlo. Ritengo questo articolo chiarissimo e molto utile. Finalmente….

    116. articolo chiaro ed utilissimo.di solito è argomento ostico ed è difficile “barcamenarsi” nei meandri della fiscalità psico. mille grazie per la tua chiarezza!!

    117. mettermi in proprio è una cosa che mi attira e mi spaventa insieme… ma almeno qui ho trovato indicazioni semplici e chiare sui passi da fare per iniziare! quello che mi chiedo è quanto sia realmente conveniente, all’inizio della professione: è meglio prima farsi un po’ le ossa o conviene buttarsi?!?

    118. Rischio di essere ripetitiva, ma inutile dire che questo articolo è chiaro e schematico per chi come me non “mastica ” bene questi argomenti.Io personalmente, pochi giorni fa ho aperto la partita iva,recandomi d persona all’Agenzia delle entrate e in cinque minuti ho ottenuto il mio n di partita iva. non so ancora se ho fatto bene o male!? attualmente collaboro con una scuola ad un progetto sull’orientamento dei ragazzi; il contratto prevede una retribuzione di pochi “…mila” euro lordi, ma è un’inizio!! ho anche deciso di iniziare con qualche consulenza a privati, considerando che ho uno studio disponibile(non ho ancora visto nessuno ma spero di iniziare).Lavorerò per pagare tasse, iva contributi…ma è anche vero che bisogna iniziare!!!
      sarà che sono ottimista di natura!

    119. sto pensando seriamente alla possibilità di mettermi “in proprio” ed effettivamente avevo bisogno di queste informazioni. le ho trovate molto utili perchè chiare, schematiche, ordinate. inoltre arricchite da altri siti dove poter approfondire certi punti. non ci si perde in complicati giri di parole, il tutto supportato da specificazioni per ogni diverso ambito applicativo.

    120. avere più o meno tutte le informazioni principali racchiuse in un solo articolo. Era quello che cercavo: conciso nell’essenziale coi link per approfondimenti.

    121. Ciao a tutti.
      Concordo sulla chiarezza e l’utilità dell’articolo. Io ho chiesto info a un amico dottore commercialista il quale mi ha detto che l’apertura della partita IVA conviene per fatturati >= a 30.000 euro l’anno.
      Considerate che l’importo della fattura che incassate non è tutto guadagno, anzi! Bisogna sapersi gestire i soldi perchè il 20% è IVA che poi va versata (i titolari di Partita IVA sono come esattori dello stato), bisogna accantonare il 2% come contributo dell’azienda cliente all’Enpap; il netto in realtà non è ancora netto perchè poi l’anno successivo, su quella cifra, ci si paga l’IRPEF e, due volte l’anno, l’enpap. Ho scoperto da poco, infatti, che il 2% di enpap che si calcola in fattura, infatti, è solo il contributo dell’azienda cliente e il restante 98% costituisce “versamenti volontari”… Insomma da quanto ho capito in tasca non rimangono che gli spiccioli…

    122. come sempre in questo sito riesco a sciogliere ogmio dubbio e perplessità e d anche in questo caso mi è stato utile iniziare a fare un’analisi piu dettagliata delle procedure fiscali che devo assolvere al piu presto…
      ancora grazie.

    123. grazie per questo articolo, è esauriente e soprattutto utile perchè risponde a delle domande tipiche per chi vuole iniziare l’attività ldi libero professionista

    124. Vi ringrazio per questo artcolo utile che semplifica e chiarisce la comprensione di attività liberaprofessione;si trovano gli articoli lungissimi e complicati che comunque non rispondono alle domande semplici poste da persone che iniziano l’attività

    125. l’articolo risulta chiarificatore delle problematiche contabili che ci affliggono.Vorrei però capire meglio come ci si regola con l’iva quando si vuole aprire un’ associazione con obiettivo la promozione culturale.

    126. devo dire che è molto interessante avere l’opportunità di partecipare attivamente in questo sito. penso che questo articolo sia fondamentale per capire meglio come dobbiamo muoverci nel mondo del lavoro e soprattutto della libera professione. grazie.

    127. Grazie per l’articolo che è stato molto esauriente e utile. Cerco disperatamente di capire meglio il discorso dell’IVA; probabilmente c’è la paura di affrontare questa nuova situazione, di sbagliare o di fare un passo azzardato.

    128. Davvero utile questo articolo sull’apertura della partita iva. Spesso per noi psicologi è difficile ottenere informazioni chiare ed esaustive, capita infatti che nemmeno un commercialista sappia quali siano le caratteristiche della nostra professione. Servirebbe perciò un approfondimento sui regimi contabili più adeguati ad uno psicologo che inizia la sua attività. Grazie ancora!

    129. articolo interessante e chiaro in cui sono riportate molte informazioni a volte difficili da reperire. sto pensando di parire uno studio e mi ha chiariro le idee su molti aspetti burocratici

    130. grazie per le informazioni! era proprio quello che stavo cercando in questi giorni!!! c’è tutto quello che mi interessava sapere per valutare l’idea di aprire la partita iva. come sempre ops interviene al momento giusto!!! complimenti

    131. ops è grande!!!!!!!!! ti da la possibilità di saperne di più!!! complimenti per l’autrice..è molto chiaro ed utile sicuramente… ora lo rileggo nuovamente cn più calma e attenzione ma già da uno sgusrdo d’insieme noto molte info utili…niente male…………………………………………………

    132. Complimenti per l’articolo: utile per chi, come me, vuole aprire la partita iva e ha poca dimestichezza con le procedire fiscali-amministrative.Grazie

    133. Complimenti all’autrice per l’articolo utile, sintetico e chiaro. Per certi apetti pratico – economici, noi psico abbiamo la testa decisamente “tra le nuvole”… non a caso? avrei ancora tante domande, ma inizio almeno a farmi una prima idea sull’argomento.. Grazie ancora e saluti a tutti i “frequentatori” del sito!!!

    134. questo articolo è utile per tutto ciò che concerne le fatture emesse però pensavo di trovare + informazioni per quanto riguarda le fatture in entrata, e cioè….i libri si possono scaricare?per che percentuale?e le scuole di specializzazione?mi hanno detto che si può scaricare anche la benzina della macchina…è vero?

    135. Oggi è difficile riuscire a trovare delle informazioni così chiare e concise, anche se purtroppo devo dire che la marche da bollo non è più da 1,29 ma bensi da 1,81 (credo dal 1° giugno). Quindi mi chiedo se l’applicazione della marca rimane la stessa con l’importo della prestazioni superiore a 77,47. Comunque grazie mille per l’informazione!

    136. Certamente utilissimo questo articolo fornisce una serie di informazioni pratiche operative concrete. Tuttavia sono solidale con alcuni dei colleghi precedenti nell’esprimere un ulteriore bisogno di informazioni e/o consigli. Per es: al di sotto di quale reddito annuo non conviene aprire la partita iva? Inoltre non ho ben capito quali sono le prestazioni esenti, non esiste un link preziosissimo come quello per le agenzie delle entrate?
      Grazie di tutto

    137. L’articolo è estremamente interessante. Vorrei che si trattassero argomenti sull’apertura di uno studio passo passo con i pro e i contro. Se conviene aprire la partita IVA o se si può fare la ritenuta d’acconto. Insomma per me che sono a digiuno di cose burocratiche e di gestione di uno studio sarebbe interessante poter avere un vademecum, non siete d’accordo?

    138. Ho trovato l’articolo molto utile, sicuramente per una neofita come me è stato veramente prezioso. Anche perchè non è così facile avere queste informazioni. In particolare ho trovato molto interessante la parte in cui si specificano le operazioni imponibili iva e iva esenti. Proprio perchè per chi è alle prime armi c’è molta confusione, questo articolo fa molta chiarezza nei meandri della burocrazia fiscale.

    139. Informazioni Pratiche e Utili… sarebbero da moltiplicare… Ad esempio, non so se sono gia’ state affrontate le problematiche relative ai primi passi nall’interno della professione Clinica: l’apertura di uno studio, e soprattutto, i modi per farsi conoscere e prendere contatto con i primi Pazienti / Clienti… che ne dite… lo richiediamo?

    140. L’articolo é piuttosto interessante e , visto il marasma e la poca informazione in cui ci troviamo da laureati, chiarisce almeno un pò le idee sull’iter da seguire. Manca, però, la parte relativa ad un “preventivo” dei costi, a delle delucidazioni rispeto ai pagamenti sia per la partita IVA che per l’enpap. Spero di trovare presto maggiori informazioni. Comunque trovo ottimo che ci stiamo muvendo in un mutuo aiuto visto che nessuno ci fornisce consulenze e informazioni che avremmo diritto ad avere. Ma perché invece di alcuni esami “cretini” non istituiscono un esame sulla legislazione, sulle prospettive lavorative e affini?????

    141. Si,ma come si fa a sapere se conviene o no?O meglio,entro quali cifre di guadagno bisogna stare perche’ convenga aprire una partita iva?Credo che sia necessario saperem anche4 questo.Grazie.

    142. L’articolo offre le informazioni utili per per potersi destreggiare al meglio per quanto riguarda l’attività del libero professionista.Spesso, infatti, si hanno le idee confuse riguardo all’apertura della partita IVA, l’iscrizione all’ENPAP etc.Questo articolo riesce a far maggior chiarezza e si rivela utile per tutti quelli come me che dovranno, prima o poi, avere a che fare con questa realtà.

    143. Mi sono laureata da poco e ho ancora molto davanti da affrontare prima di aprire uno studio mio,però ritengo molto utile questo articolo.Spesso è così difficile trovare informazioni…

    144. Questo articolo è ben dettagliato e spero che sia l’inizio di una lunga serie di articoli e interventi che aiutino i giovani ad intraprendere l’attività. Tutti ci arranchiamo, molte sono le spese e tra queste l’onorario del commercialista è un incombenza per chi non ha ancora ben ingranato nell’attività.

    145. Le informazioni dell’articolo sopra sono molto utili per tutti i giovani psicologi come me, appena iscritti all’Albo che cercano informazioni per intraprendere la libera professione. L’articolo è molto chiaro ed esaustivo.

    146. potrebbe essere utile organizzare dei corsi di un giorno o due che forniscano informazioni + di dettaglio, quanto meno al fine di consentire ad una persona non esperta di avere i parametri per controllare l’operato dei consulenti a cui ci si affida. Inoltre tal volta province, comuni e camere di commercio stanziano fondi per l’attività d’impresa di cui spesso non si viene informati.

    147. Questo articolo è molto ben fatto e molto interessante. Affronta per punti ben organizzati, le principali informazioni che uno psicologo dovrebbe avere prima di iniziare una sua attività come libero professionista. Le informazioni sono esaurienti, chiare e competenti. Molto graditi, inoltre, i riferimenti ai link per le fonti informative. Allora per tutti In Bocca Al Lupo!

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