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    DSA: qual è il ruolo dello psicologo?

    L’introduzione della Legge 170/2010 ha acceso fortemente i riflettori su una categoria di disturbi da tempo noti ma fino ad allora non sempre adeguatamente considerati e tutelati: i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

    Molte sono le figure professionali che possono essere coinvolte nel lavoro con i bambini e i ragazzi DSA e le loro famiglie: psicologo, logopedista, neuropsichiatra infantile, insegnate.

     
    Vediamo nello specifico come può inserirsi lo psicologo e quali sono le competenze specifiche che può mettere in gioco.

    Il ruolo dello psicologo nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento può articolarsi a tre livelli:

    • Valutazione psicologica e neuropsicologica
    • Potenziamento e riabilitazione/neuropsicologica
    • Consulenza e formazione ad insegnanti e genitori
    Per quanto riguarda la valutazione neuropsicologica compito dello psicologo è quello di procedere ad un’indagine sistematica ed accurata delle competenze del bambino/ragazzo, al fine di identificare non solo le aree di debolezza ma anche i punti di forza che faranno da base per impostare strategie didattiche ed interventi riabilitativi e di potenziamento.
     
    La valutazione neuropsicologica prevede la somministrazione di test specifici e standardizzati per valutare il livello cognitivo (QI), lo stato degli apprendimenti (lettura strumentale, comprensione del testo, competenze ortografiche, grafia, abilità matematiche) ed eventuali approfondimenti secondo le problematiche riscontrate o segnalate da scuola e famiglia (attenzione, memoria, linguaggio, ecc).
     
    Tale valutazione permette di ottenere un quadro dettagliato e preciso delle competenze del bambino/ragazzo e di comprenderne il più chiaramente possibile le difficoltà e le potenzialità individuando le aree che necessitano di trattamento e quelle che possono invece avere funzione vicariante o di supporto all’apprendimento.
     
    Accanto al profilo neuropsicologico è sempre importante valutare il ruolo degli aspetti emotivi, motivazionali e di autostima. Questo tipo di valutazione psicologica può essere condotta tramite colloquio clinico, osservazione e/o somministrazione di test ed è finalizzata sia ad identificare l’eventuale presenza di aspetti psicologici che possano giustificare un cattivo rendimento scolastico, sia a comprendere il livello di benessere/disagio sperimentato dal bambino/ragazzo per poter progettare adeguate azioni di sostegno e supporto a livello terapeutico, familiare e scolastico.

    Lo psicologo può lavorare nel campo dei DSA anche occupandosi degli incontri di potenziamento e riabilitazione neuropsicologica che seguono come logica conseguenza della presenza di una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

     
    Obiettivo di questi incontri è primariamente quello di allenare nel bambino/ragazzo la specifica abilità risultata deficitaria o fragile in sede di valutazione. Per fare questo il tecnico ha la possibilità di scegliere materiali carta-matita o software specificatamente pensati per l’intervento nei DSA. Tali materiali per essere idonei devono essere frutto di adeguata ricerca scientifica ed essere conseguentemente supportati da prove cliniche e sperimentali di efficacia.
     
    Le linee guida sui DSA suggeriscono interventi della durata di almeno 3 mesi (eventualmente ripetibili) con una frequenza di due-tre volte a settimana (ambulatoriali o a domicilio) per il raggiungimento della correttezza e rapidità di esecuzione (es: lettura e scrittura strumentale, calcolo mentale) ed interventi della durata di tre-sei mesi una volta a settimana (eventualmente anche in piccolo gruppo) per i programmi finalizzati all’acquisizione di strategie meta cognitive.

    Ulteriore ambito nel quale è possibile l’intervento dello psicologo è rappresentato da tutti gli interventi di formazione e consulenza sui DSA rivolti agli insegnanti ed ai genitori. Tali interventi possono sia accompagnare la presa in carico di uno specifico bambino/ragazzo (in questo caso quindi sono mirati sulle sue peculiarità e caratteristiche) che essere proposti a scuole e gruppi di genitori sottoforma di piccoli progetti.
    Nel lavoro relativo ad uno specifico bambino/ragazzo è importante procedere con un’adeguata informazione della famiglia e degli insegnanti di classe in merito al disturbo riscontrato, alle sue caratteristiche, ai limiti e ai vantaggi degli interventi riabilitativi, agli strumenti compensativi e dispensativi e a tutta la normativa di riferimento che possa essere necessaria per affrontare il percorso scolastico e lavorativo. In particolare è importante supportare gli insegnanti nella stesura del PDP (Piano Didattico Personalizzato), ovvero di quel documento dove, congiuntamente con la famiglia, vengono stabiliti gli obiettivi, le modalità didattiche e di valutazione e gli strumenti di aiuto previsti per l’alunno. È fondamentale, infine, supportare i genitori nella gestione domestica del figlio consigliandoli nella scelta delle strategie di esecuzione dei compiti, gestione dello stress e metodo di studio.

    BIBLIOGRAFIA
    Raccomandazioni cliniche sui DSA – Documento di intesa. P.A.R.C.C 2011
    Consensus Conference, 2007, 2011
    Difficoltà e disturbi dell’apprendimento, C. Cornoldi, Ed. Il  Mulino, 2007
    Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento scolastico, Vio e colleghi, ed Erickson
    DSM-IV-TR
    ICD-10

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