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    La formula dell’attrazione fatale

    L'amore, passato ai raggi X, è un cocktail di ormoni dentro di noi. E una serie di circostanze casuali, fuori di noi, che hanno creato l'alchimia della scintilla. Proviamo a spogliare il sentimento più importante del mondo da tutto ciò che è romanticismo, passione, sogno. Ci rimarranno un pugno di neurotrasmettitori nel cervello e una serie di regole per misurare l'affinità di coppia, dal primo incontro all'innamoramento fino al tran tran della vita quotidiana.

    "Love, the inside story" è il titolo che la rivista New Scientist dedica al suo speciale di primavera. John Gottman, direttore del Relationship Research Institute di Seattle, ha calcolato che la percentuale di separazioni non varia di molto fra matrimoni d'amore e unioni combinate. Ci deve essere una serie di regole, deduce, che regolano un rapporto di coppia al di là di ogni forma di romanticismo. "Per esempio – spiega Gottman su New Scientist – la capacità di apprezzare i lati positivi del partner, e non solo i difetti". Poi occorre evitare quelli che lo psicologo americano ha battezzato "i quattro cavalieri dell'Apocalisse". Il senso di superiorità di uno dei due partner. Lo spirito critico a senso unico. Il suo opposto, il vittimismo. E infine il gettare la spugna, ritirandosi emotivamente dalla relazione.

    Anche il primo incontro ha le sue regole, se è vero che l'impressione immediata che abbiamo di una persona deriva per il 55 per cento dall'aspetto e dal linguaggio del corpo e solo per il 7 per cento dal contenuto della conversazione. Uno scambio di battute spiritoso, in cui lui cerca di far ridere lei apre le porte a un'amicizia più approfondita, e come sottofondo un rock morbido aiuta più del jazz sperimentale.

    La danza degli ormoni durante la fase dell'innamoramento, del sesso e poi della stabilizzazione del rapporto è fenomeno ormai noto. E molti degli attori che entrano in gioco nell'amore di coppia (dopamina, ossitocina, testosterone, vasopressina, feniletilamina) ricoprono un ruolo fondamentale anche nel rapporto fra genitori e figli. Compito dell'adrenalina è invece favorire la scintilla al primo incontro.

    Un esperimento ormai storico, condotto negli anni Settanta da Arthur Aron e Don Dutton, rivelò quanto fosse eccitante incontrare uno sconosciuto o una sconosciuta nel bel mezzo di un ponte alto e oscillante. Ma senza cercare situazioni estreme, anche una corsa sull'ottovolante, o più semplicemente un film thriller o una generosa sessione di sport rendono il volto più attraente e il cuore più recettivo di fronte a un nuovo incontro. Potrebbe essere questa incertezza totale, secondo Dan Ariely, esperto di relazioni online al Media Lab del Mit, uno dei segreti degli appuntamenti al buio fissati su Internet.

    Autore: Elena Dusi
    Fonte: http://www.repubblica.it

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