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    La psicologia al servizio della salute sessuale

    I padri della sessuologia moderna come Kinsey (suo il più grande rapporto sulla sessualità maschile e femminile), Master e Johnson o la Kaplan ci hanno insegnato ad intervenire sulla sessualità dei nostri pazienti soprattutto quando questa si presenta in maniera disfunzionale.
    Sia che si tratti di un problema della fase del desiderio, della fase di eccitazione o della fase dell’orgasmo poter operare in maniera corretta su tali problematiche richiede al professionista una formazione ad hoc.

    Dal momento che in Italia manca ancora una legislazione che vada a regolare la materia, le maggiori Scuole di Sessuologia si sono date un codice di autoregolamentazione generale per fare in modo che, ad ogni titolo da esse rilasciate, corrisponda una formazione ed un preciso monte ore.
    I titoli sono, sostanzialmente, tre: Esperto in Educazione Sessuale (un'annualità di formazione), Consulente in Sessuologia (due annualità), Sessuologo Clinico (formazione quadriennale costituita dal biennio di Consulente in Sessuologia più un altro biennio di specializzazione in Sessuologia Clinica).

    Certamente a queste figure professionali ci si riferisce quando si vive una sessualità problematica. Oggi però, ci troviamo costantemente a doverci confrontare con tematiche attinenti alla sessualità che, pur non essendo disfunzionali (pratiche estreme, giochi di ruolo, fenomeni emergenti come il sexting o lo stealthing) necessiterebbero ugualmente di avere uno spazio di attenzione, riflessione e confronto. 


    Ma dove trovarlo? 
    I tabù e i pregiudizi rispetto alla sessualità non sono certo diminuiti e il rischio è, ancora oggi, di banalizzare, ridicolizzare ma anche ingigantire situazioni che potrebbero essere facilmente gestite. Sebbene sia costantemente trattata (o forse mal-trattata) sui media e sui social network, la sessualità è troppo spesso associata a vissuti di vergogna e/o imbarazzo.

    Indubbiamente parlare di sesso non è semplice sia per chi sente il bisogno di confrontarsi, di esprimere i propri dubbi, le proprie credenze, ma anche per chi deve accogliere tutto ciò, perché comporta l’aver già guardato con consapevolezza la propria storia sessuale, i propri vissuti e le emozioni collegate.
    Appare dunque fondamentale individuare i cosiddetti “interlocutori privilegiati” ovvero quelle figure in grado di accogliere e analizzare la domanda sessuologica.

    Lo psicologo è certamente da annoverare in questa categoria e ciò anche quando non ha scelto di orientare la propria formazione verso la sessuologia.

    Indipendentemente dalla domanda portata in consultazione, lo psicologo si trova a lavorare con i pazienti in un’ottica di promozione ed implementazione del benessere e, proprio per questo, dovrà necessariamente contemplare nel proprio protocollo anamnestico anche la dimensione sessuale.

    Secondo l’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) la salute sessuale, intesa come “uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale non legato alla semplice assenza di malattie, disfunzioni o infermità”, richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali come pure la possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza.

    Per raggiungere e mantenere la salute sessuale appare di fondamentale importanza poter accedere ad informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli aspetti della sessualità che possano permettere alle persone di attuare scelte consapevoli e responsabili alla base di comportamenti consapevoli e responsabili.

    Avere la possibilità di esplicitare i propri dubbi, attivare un confronto con un interlocutore non giudicante, come certamente dovrebbe essere uno psicologo, può consentire alle persone di vivere le proprie esperienze sessuali in maniera più attenta, libera dai pregiudizi e dalle false credenze.
    Sempre l’OMS raccomanda di guardare alla sessualità come ad un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita, aspetto che comprende il sesso, le identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione.

    La sessualità “normale” (non patologica né disfunzionale), influenzata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali, viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni.

    Partendo da ciò appare fondamentale che lo psicologo e/o psicoterapeuta riservi a tale importantissimo aspetto della salute un adeguato spazio di analisi e confronto, volto ad intercettare ed eventualmente gestire situazioni potenzialmente problematiche.

     
     
    L'articolo è stato scritto dalla dr.ssa Sara Eba Di Vaio, docente nel webinar "Il colloquio psicologico in ambito sessuologico: un metodo d’indagine" organizzato da Obiettivo Psicologia.  



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