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    L’utilizzo della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi alimentari

    I ricercatori stanno esplorando i possibili vantaggi di utilizzare la realtà virtuale per il trattamento dei disturbi alimentari e dell'obesità.

    In America sono iniziate delle sperimentazioni per aiutate a mantenere la perdita di peso raggiunta dopo una dieta.

    Uno studio dell'Università del Kansas sta esaminando l'uso di Second Life, un ambiente virtuale tridimensionale, in cui le persone interagiscono come versioni avatar di se stessi, per aumentare e mantenere la perdita di peso.

    Questa tecnologia è stata utilizzata inoltre anche come uno strumento nel trattamento dell’anoressia e dei binge eating disorders (disturbi alimentari).

    I ricercatori stanno cercando di dimostrare che l'uso della realtà virtuale può contribuire a invertire errate percezioni della propria immagine corporea.

    In uno studio pilota, 20 partecipanti sono stati randomizzati in due gruppi. Il primo ha utilizzato la realtà virtuale per 9 mesi, mentre il secondo gruppo è stato sottoposto a sedute di consulenza reali sulla gestione del peso e in seguito è stato inserito nel programma virtuale con Second Life.

    I ricercatori hanno scoperto che coloro che avevano trascorso nove mesi in Second Life hanno perso più peso, erano più attivi, e hanno mangiato più frutta e verdura rispetto al gruppo che ha seguito una consulenza in presenza.

    Una nuova ricerca finanziata, e ad oggi in corso con 202 partecipanti, utilizza una nuova isola di Second Life costruita con il contributo di psicologi, dietisti e scienziati.

    La nuova isola – denominata Healthy U – comprende ambienti virtuali, come ad esempio percorsi pedonali, una palestra con piscina, una casa per ospitare feste, una "mindfull  eating room" (una sorta di stanza del pasto consapevole) con musica rilassante in cui i partecipanti imparano a non divorare il cibo e dove sono presenti una biblioteca, un ristorante e un negozio.

    Le ricerche in Italia, Messico e Spagna hanno dimostrato che l'integrazione della realtà virtuale con la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può contribuire a migliorare l'immagine corporea dei pazienti. I ricercatori stanno combinando sessioni di CBT con sessioni virtuali. Alcuni studi dimostrano che le sessioni virtuali sono più efficaci della CBT convenzionale.

    In una ricerca effettuata su pazienti affetti da obesità patologica con disturbo binge eating, i ricercatori dell'Istituto Auxologico Italiano in Verbania hanno riferito che i pazienti che sono stati trattati con una combinazione di cure ospedaliere, CBT e realtà virtuale (VR) perdono maggiormente peso e lo mantengono costante per un anno, oltre a  manifestare meno episodi di binging, rispetto a quelli che hanno ricevuto solo cure ospedaliere o trattamento con CBT convenzionale (Journal of Medical Internet Research, 2013).

    Anche un’altra ricerca che unisce la CBT con la realtà virtuale ha avuto risultati positivi, secondo un team di ricercatori spagnoli guidati da José Helio Marco, presso l'Università Cattolica di Valencia.
    La ricerca è stata effettuata su 34 partecipanti con disturbi alimentari di vario genere: nel follow-up effettuato a distanza di un anno dal trattamento, i pazienti sottoposti sia a CBT che a realtà virtuale sono migliorati significativamente rispetto a quelli con sola CBT o rispetto al gruppo di controllo (Psichiatria Research, 2013).

    Perché la realtà virtuale non ha ancora trovato applicazione nella pratica clinica per il trattamento dell'obesità e dei disturbi alimentari?

    Un problema è il costo delle attrezzature, come indica Alba McDaniel, direttore della ricerca presso Virtually Better, una società con sede ad Atlanta che fornisce un software virtuale per la terapia dei disturbi d’ansia. La realtà virtuale applicata alla pratica clinica può essere molto costosa a causa dei costi dell’hardware come i sistemi a doppio monitor (in modo che il terapeuta può monitorare e controllare ciò che il paziente vede), le piattaforme tattili per produrre vibrazioni e persino un macchinario per produrre odori.

    Nel tentativo di superare l’ostacolo dei costi, J. Graham Thomas, professore di psichiatria alla Alpert Medical School della Brown University, ha collaborato con Virtually Better per sviluppare un programma di realtà virtuale per facilitare la perdita di peso.

    L'obiettivo di Thomas è di creare un'applicazione da utilizzare online sul computer di casa. Il team di lavoro ha creato "Experience Success", un programma software con uno scenario sociale – una festa a casa di un amico – in cui i partecipanti si esercitano a mettere in atto comportamenti per perdere peso, come la selezione di cibo sano dal buffet.

    Se il programma avrà successo, le persone potrebbero accedervi dal proprio computer, senza l'uso di occhiali 3D o altre attrezzature sofisticate e molto costose.

     

    Articolo scritto da Lorna Collier, tradotto dal sito www.apa.org

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