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    Mindfulness: strumento di intervento per lo Stress Lavoro Correlato

    Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di Stress Lavoro Correlato (SLC) presente nelle aziende e più in generale negli ambienti di lavoro, e della necessità di una sua rilevazione precoce per poter intervenire più efficacemente sul problema.

    Ancora più rilevante sta diventando il tema della prevenzione. Per poter programmare un piano preventivo ed attuare un intervento è però indispensabile conoscere approfonditamente lo SLC.


    Cos’è lo STRESS LAVORO CORRELATO?

    Lo Stress Lavoro Correlato è uno stato di tensione emotiva, fisica e mentale che si verifica quando c’è uno squilibrio tra richieste dell’ambiente lavorativo e risorse a disposizione.

    In una prima fase, l’organismo attua delle modificazioni ormonali, nel tentativo di adattarsi e rispondere efficacemente alle stimolazioni che riceve.
    A questo scopo  modifica la produzione di mediatori chimici, come adrenalina e cortisolo, per mantenere le funzionalità degli organi. A lungo andare però l’eccessiva produzione di queste sostanze agisce negativamente sugli organi.
    Il cortisolo infatti, quando è presente per un periodo prolungato può causare atrofia dendritica dei neuroni dell’ippocampo, favorendo l’insorgenza di depressione e sindrome da stress post traumatico (PTSD). L’organismo entra quindi in una fase di esaurimento delle risorse necessarie per fronteggiare le richieste dell’ambiente.

    Una volta chiarito cosa sia lo STRESS LAVORO CORRELATO e in cosa consista, è importante aver chiaro quali siano le cause e quali gli indicatori.


    CAUSE ED INDICATORI DELLO SLC

    Tra i principali fattori stressogeni che sono stati individuati dalla ricerca vi sono:

    • Controllo basso sull’attività
    • Assenza o un livello basso di sostegno interpersonale di capo, colleghi e collaboratori
    • Carico di lavoro eccessivo
    • Ambiguità di ruolo

    Lo stress può trovare espressione in comportamenti aziendali disfunzionali, come:

    • Assenteismo
    • Problemi disciplinari
    • Riduzione nella produttività
    • Errori
    • Infortuni

    ed esprimersi nell’individuo attraverso

    • Aumento di ansia, rabbia ed irritabilità
    • Depressione
    • Difficoltà di concentrazione
    • Perdita di memoria
    • Scarsa capacità decisionale

    e con disturbi psicosomatici come

    • Ipertensione
    • Disturbi cardiovascolari
    • Disturbi all’apparato digerente
    • Indebolimento del sistema immunitario


    Una modalità di intervento e prevenzione dello stress lavoro correlato è a livello aziendale, e si traduce in azioni sulle variabili e sui processi organizzativi.
    Implementare cambiamenti organizzativi però risulta molto dispendioso, sia in termini di risorse economiche che in termini di risorse organizzative e psicologiche. Le persone infatti spesso oppongono resistenza davanti a situazioni che destrutturano i loro consolidati modi di pensare ed agire rispetto all’attività lavorativa.

    Può risultare quindi utile in alcuni casi e contesti organizzativi, intervenire a livello individuale, potenziando le capacità di coping dei singoli.
    Come è stato visto precedentemente, lo stress è una conseguenza alla reazione di adattamento dell’organismo agli stimoli circostanti. Allo scopo di adattarsi ed impiegare meno energia possibile, vengono creati degli automatismi comportamentali, che spesso concorrono alla manifestazione dello stress. Gli interventi sui singoli saranno quindi focalizzati al riconoscimento di pensieri e comportamenti automatici, con l’obiettivo di sviluppare negli individui la capacità di gestire le loro emozioni (strategia di coping emotion based).


    Strategia di coping problem based- "Il Diario della giornata"

    L’ intervento sullo stress che ha come target di riferimento l’individuo, ha in genere l’obiettivo di fornire a quest’ultimo delle risorse per far fronte agli elementi stressogeni. 
    Vengono proposte quindi alla persona delle possibili strategie di coping, ovvero strategie per fronteggiare lo stress, che possono essere focalizzate sul problema o sull’emozione.

    Le strategie problem based si concentrano sulle possibili modalità di risoluzione di un problema, focalizzandosi quindi sulla ricerca di soluzioni. Le strategie emotion based invece si focalizzano sul riconoscimento e la gestione delle emozioni. 

    In questa prima parte verrà presentata una tecnica problem based. Un esercizio che viene proposto di frequente a una persona che presenta sintomi e problematiche legate allo stress, è quello del “Diario della mia giornata”.
    In questa esercitazione la persona viene stimolata a raccontare la giornata appena trascorsa nei dettagli, soffermandosi in particolare sulle azioni e sui pensieri e sensazioni ad esse collegate. L’obiettivo del diario è quello di rendere consapevole la persona dei fattori che possono alimentare la sua condizione di stress. Spesso non si tratta di fattori oggettivamente stressanti ma di elementi vissuti come tali. È importante allora che la persona diventi consapevole dei pensieri e delle percezioni che sono alla base dei suoi vissuti.
    Una volta presa consapevolezza di essi, si può prevedere una serie di azioni correttive, che prevedono l’adozione di comportamenti adattivi funzionali.
    Le strategie di coping problem based si basano quindi sulla comprensione iniziale del problema e successivamente sull’elaborazione di possibili soluzioni.

    La Mindfulness

    E' stato visto come i pensieri e i comportamenti automatici giochino un ruolo importante nello sviluppo dello stress. Divenire quindi consapevoli di questi può aiutare a prevenire lo stress o a gestire in modo più efficace una situazione stressante.

    Una pratica utile per sviluppare la consapevolezza di sé è la Mindfulness.
    Si tratta di un'antica pratica meditativa di origine buddista, che prevede attenzione al momento presente, alle sensazioni provate e consapevolezza rispetto ad esse e ai pensieri del momento. L'obiettivo della Mindfulness è quello di essere presenti nel “QUI ED ORA” ed accogliere  emozioni e pensieri, senza giudicarli.

    Rispetto alla tecnica del Diario della Giornata, la Mindfulness non punta sul recupero in memoria di pensieri ed emozioni vissute in altre situazioni, ma sul vissuto del momento. Essendo una pratica inoltre, richiede costanza e continuità nell'esercizio, favorendo così la formazione di un pattern cognitivo-comportamentale automatico, che favorisce nella persona la consapevolezza di sé nel QUI ED ORA.

    Esistono delle tecniche specifiche che vengono impiegate al fine di sviluppare la consapevolezza e tra queste vi sono:

    • il Body Scan, che consiste nella focalizzazione dell'attenzione sulle varie parti del proprio corpo, concentrandosi sulle sensazioni che ogni parte trasmette, ed ha l'obiettivo di divenire più consapevoli di esso;

    • la Meditazione camminata, che consiste nel porre attenzione alternativamente ad un arto e all'altro, durante il movimento, concentrandosi sui movimenti delle singole parti.

    L'applicazione della Mindfulness ad interventi sullo stress o interventi di tipo preventivo, potrebbe quindi portare importanti benefici.


    Il programma MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction)

    La prima applicazione della Mindfulness allo stress si è avuta nel 1979, con il programma di Mindfulness Based Stress Reduction.
     
    Il programma MBSR è nato da un’idea di Jon Kabat Zinn, un biologo americano, che vide nella pratica della Mindfulness, una possibile strategia di intervento per lo stress. A questo scopo fondò la Stress Reduction Clinic (Clinica per la Riduzione dello Stress). Destinatari del suo intervento, erano i malati cronici.

    Per contenere lo stress portato dalle sofferenze continue a cui erano sottoposti, Zinn sottopose i pazienti della clinica a un ciclo di otto incontri, che prevedevano la pratica attiva di questa disciplina. Alla fine del ciclo, si osservò nei pazienti un aumento delle strategie di coping positive e una diminuzione di quelle negative.

    Un programma di ricerca, fondato sulla MBSR è stato svolto più recentemente dal Centro di Ricerca Extreme Physiology (centro che ha come obiettivo principale lo studio della risposta psicofisica dell’organismo a condizioni estreme), con operatori socio-sanitari, medici ed infermieri.

    Prima dell’inizio del programma, il personale sanitario è stato sottoposto a misurazioni psicofisiologiche per rilevare una condizione di stress, quali ECG, misurazione di valori pressori pre e post turno di lavoro, rilevazione del cortisolo e dei livelli di colesterolo presenti nel sangue, test psicometrici per valutare il livello di stress percepito ed eventuali disturbi del sonno.

    Successivamente il personale è stato introdotto alle pratiche Mindfulness, durante il primo incontro. Il programma ha previsto poi altri otto incontri di pratica meditativa attiva.

    Al termine del ciclo di incontri, sono state effettuate nuovamente delle misurazioni psicofisiologiche, per valutare come e se fossero variati i livelli di stress percepito.

    Analisi statistiche hanno evidenziato una diminuzione del valore medio della scala relativa all’ansia e allo stress. Inoltre sono stati rilevati cambiamenti significativi nei livelli di colesterolo: l’LDL (negativo) era diminuito, mentre l’HDL (positivo) era aumentato.

    Una ricerca simile è stata condotta con il personale medico e paramedico rispetto all’influenza della Mindfulness sul Burnout. Goodman e Schorling hanno sottoposto il personale sanitario a misurazioni pre e post corso di Mindfulness, per quanto riguarda le tre dimensioni del Burnout, misurate dal Maslach Burnout Inventory (MBI): Esaurimento emotivo, Depersonalizzazione e Diminuzione di Autoefficacia.

    Dal confronto tra le misurazioni pre e post, gli autori hanno stimato un decremento nelle dimensioni di Esaurimento emotivo e Depersonalizzazione e un aumento nella percezione del senso di Autoefficacia.

    Questi studi condotti sia in ambito clinico che lavorativo, sembrano avvalorare l’ipotesi secondo la quale la Pratica Mindfulness potrebbe avere degli effetti benefici sulla percezione dello Stress e del benessere personale.


    Effetti psicofisiologici della Mindfulness

    Gli effetti positivi della Mindfulness sono stati effettivamente riscontrati anche a livello corticale.

    Varela e Davidson hanno condotto infatti uno studio per valutare l’impatto della Mindfulness sulle funzioni cerebrali, servendosi del neuroimaging.

    La Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) ha rivelato una crescita di quelle aree della corteccia prefrontale dedicate alla Stabilità Emotiva, alla Capacità di Regolazione delle Emozioni, alla Sintonia Interpersonale e alla Conoscenza di Sé.
    Un’altra ricerca condotta da Lazar ha trovato nei praticanti di Mindfulness un’ ispessimento della corteccia mediale e un ampliamento dell’insula destra, rispettivamente sedi dell’Empatia e della Capacità di Autosservazione.

    Ulteriori ricerche hanno riportato i seguenti dati:

    • Maggiore attenzione rispetto all’ambiente circostante (suoni, odori ed aspetti visivi)
    • Maggiore attenzione rispetto all’influenza delle emozioni su pensieri e comportamento
    • Acquisizione di un atteggiamento non giudicante rispetto ai propri pensieri ed emozioni
    • Incremento della capacità di sentire le emozioni
    • Espressione più efficace delle proprie emozioni

    L’acquisizione di un atteggiamento non giudicante rispetto a pensieri ed emozioni consente di identificare gli assunti che guidano le interpretazioni che si danno a percezioni e stimoli interni ed esterni.

    Ciò può permettere una gestione più efficace delle emozioni provenienti da tali assunti. La regolazione delle emozioni è alla base della prevenzione e gestione dello stress.
    Vi sono quindi numerose ricerche che confermano l’efficacia della Mindfulness come strumento preventivo e/o d’intervento per lo Stress Lavoro Correlato.

    La proposta che vorrei farvi con questo articolo è quella di approfondire questa pratica che ha ormai preso piede anche in occidente e di iniziare a considerarla come una valida alternativa o come tecnica integrativa alle classiche tecniche di rilassamento e alle terapie individuali, che vengono abitualmente usate negli interventi sullo Stress.

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