• Unisciti ai 251704 iscritti

    NegEnt e visione sistemica della salute mentale: intervista al Prof. Tullio Scrimali

    La NegEnt Series nasce all’interno di una visione sistemica della salute mentale, in cui la regolazione psicofisiologica rappresenta un elemento centrale per sostenere il lavoro psicoterapeutico. Per approfondire i fondamenti teorici e scientifici di questo approccio, abbiamo chiesto al Prof. Tullio Scrimali, psicologo, psicoterapeuta, neuroscienziato e fondatore della Terapia Complessa, di rispondere ad alcune domande chiave.

    L’intervista offre una panoramica chiara e accessibile sul concetto di entropia negativa, sul ruolo della regolazione dell’attivazione neurovegetativa e sulla logica che ha guidato lo sviluppo del modello NegEnt. Le risposte del Professore permettono di comprendere come questo approccio possa integrarsi nei percorsi clinici contemporanei, mantenendo sempre una prospettiva prudente, rigorosa e orientata alla complessità. Di seguito l’intervista completa al Prof. Scrimali.


    Origine del modello NegEnt e visione sistemica

    Professore, come nasce il modello NegEnt e quali esigenze cliniche l’hanno portata a svilupparlo?

    Il modello NegEnt nasce dall’osservazione di un fenomeno ricorrente nella pratica clinica: molte forme di sofferenza psicologica emergono quando il sistema-persona perde coerenza, continuità e capacità di autoregolazione. In questi momenti aumenta l’entropia, cioè il disordine funzionale che coinvolge emozioni, pensiero, corpo e ritmi fisiologici.

    NegEnt è stato sviluppato per offrire una cornice che aiuti a comprendere la salute mentale come equilibrio dinamico tra processi che generano ordine e processi che lo dissipano. Non si tratta di un modello astratto, ma di uno strumento operativo che permette allo psicologo clinico di sostenere la regolazione psicofisiologica del paziente, creando le condizioni per un lavoro psicoterapeutico più efficace. Di seguito l’intervista completa al Prof. Scrimali.

    Limiti degli approcci tradizionali nella regolazione del disagio

    Nel suo percorso clinico, quali limiti ha riscontrato negli approcci tradizionali alla gestione del disagio psicologico?

    Molti modelli psicoterapeutici sono eccellenti nel comprendere il disagio, ma dispongono di strumenti limitati per intervenire rapidamente sui livelli di attivazione. Quando ansia, panico o insonnia superano la soglia di tolleranza, la persona ha bisogno di recuperare stabilità prima di poter lavorare sui significati e sui processi più profondi.

    NegEnt nasce per colmare questo vuoto operativo: favorisce una modulazione dell’attivazione e sostiene il sistema nervoso nel ritrovare un ritmo più regolare. Questo permette al paziente di sentirsi più centrato e disponibile al lavoro psicoterapeutico, senza ricorrere a interventi che producono sedazione o riduzione della vigilanza.

    Entropia negativa e regolazione psicofisiologica

    Qual è il ruolo dell’entropia negativa nel suo modello e come contribuisce alla comprensione dei processi di regolazione?

    L’entropia negativa rappresenta la capacità del sistema nervoso di ritrovare equilibrio quando l’attivazione emotiva diventa eccessiva. È un processo fisiologico reale: riduce l’iperattivazione, stabilizza il ritmo interno e permette alla persona di recuperare continuità e orientamento.

    Quando l’entropia aumenta — come accade nei momenti di forte ansia, panico o insonnia — il sistema perde coesione. L’entropia negativa è il movimento opposto: un ritorno alla forma, alla modulazione, alla possibilità di sentirsi di nuovo dentro un ritmo sostenibile.

    NegEnt sostiene questo processo, senza imporre sedazione, ma facilitando un riequilibrio che rende possibile il lavoro psicoterapeutico. La psicoterapia, poi, interviene sui significati, sugli schemi e sugli stili di vita, generando cambiamenti più profondi e duraturi.

    Posizionamento teorico

    In che modo NegEnt si colloca rispetto ai principali modelli psicoterapeutici contemporanei?

    NegEnt si colloca come supporto fisiologico complementare ai diversi approcci psicoterapeutici. Agisce sulla regolazione dell’attivazione, dell’infiammazione e del dolore, facilitando il lavoro clinico indipendentemente dall’orientamento teorico del terapeuta.

    Il mio riferimento naturale è la Terapia Complessa, che integra elementi della terza ondata delle terapie CBT con una visione sistemica e neurofunzionale. Tuttavia, NegEnt non appartiene a un singolo modello: può essere integrato in qualunque approccio, perché interviene su un livello fisiologico comune a tutte le pratiche cliniche.

    Ogni psicoterapia trae beneficio da un paziente che ritrova equilibrio, modulazione e continuità.

    Ambiti di applicazione

    In quali condizioni ha osservato una maggiore utilità di questo approccio?

    NegEnt può offrire un supporto nei contesti in cui l’attivazione emotiva e fisiologica è elevata e interferisce con la capacità della persona di partecipare efficacemente al percorso psicoterapeutico. Secondo quanto riportato nella monografia, può essere considerato nei casi in cui è utile:

    • favorire una riduzione dell’iperattivazione
    • sostenere la regolazione emotiva
    • migliorare la qualità del sonno
    • accompagnare percorsi orientati alla gestione dello stress
    • supportare condizioni psicosomatiche caratterizzate da tensione e discomfort

    In tutti i casi, l’impiego deve essere valutato dal professionista e inserito in un quadro clinico chiaro e condiviso.

    Regolazione psicofisiologica

    Quanto è centrale, nel suo modello, il tema della regolazione dell’attivazione neurovegetativa?

    È un tema fondamentale. La ricerca contemporanea mostra quanto la riduzione dell’arousal ortosimpatico e l’attivazione del sistema parasimpatico siano cruciali per il benessere psicologico. Quando l’attivazione è troppo elevata, il sonno si altera, la vigilanza aumenta, il corpo si irrigidisce e la capacità di riflettere si riduce.

    NegEnt sostiene la regolazione psicofisiologica, favorendo un riequilibrio che permette alla persona di recuperare stabilità e disponibilità al lavoro terapeutico. Questo non sostituisce la psicoterapia, ma ne facilita l’efficacia.

    Strumenti di supporto nella pratica clinica

    Nel contesto del modello NegEnt, quale ruolo possono svolgere gli strumenti di supporto non farmacologici nella pratica psicoterapeutica?

    Gli approcci integrati che combinano neuroterapie e psicoterapia stanno mostrando risultati promettenti. Le neuroterapie offrono un supporto rapido alla regolazione, mentre la psicoterapia produce cambiamenti più profondi e duraturi.

    Mi piace usare una metafora: la neuroterapia è come dare un pesce a chi ha fame — offre sollievo immediato. La psicoterapia, invece, insegna a pescare — permette alla persona di sviluppare competenze stabili nel tempo. Non c’è contraddizione: i due livelli si completano.

    Una prospettiva per i clinici

    Che consiglio darebbe a psicologi e psicoterapeuti interessati a integrare un approccio mente-corpo nella loro pratica?

    Il mio invito è a superare le dicotomie del passato e ad aprirsi a una visione integrata della cura. Oggi lo psicologo può utilizzare strumenti che sostengono la regolazione psicofisiologica, integrandoli con il lavoro psicoterapeutico.

    Serve competenza, prudenza e aggiornamento continuo, ma anche disponibilità a esplorare nuove possibilità. È ciò che chiamo “Psicologo 4.0”: un professionista capace di integrare conoscenze psicologiche, neuroscientifiche e strumenti innovativi, mantenendo sempre al centro la persona e la relazione terapeutica.


    L’intervista al Prof. Scrimali mette in luce una visione della salute mentale che integra neuroscienze, psicologia clinica e approcci mente‑corpo, valorizzando la regolazione psicofisiologica come prerequisito per un lavoro terapeutico efficace e sostenibile. Il modello NegEnt si inserisce in questa prospettiva come strumento di supporto alla stabilizzazione e alla modulazione dell’attivazione, sempre all’interno di un percorso clinico definito e supervisionato dal professionista.

    Per chi desidera approfondire ulteriormente il razionale teorico, i riferimenti scientifici e la cornice sistemica del modello, è disponibile la monografia completa, consultabile nella pagina dedicata alla NegEnt Series.

     

    Approfondisci

    Per una visione completa del modello NegEnt e della sua cornice teorica, puoi leggere la pagina dedicata:

    👉 NegEnt – Approccio sistemico alla regolazione del disagio psicologico

    Per lasciare un commento è necessario aver effettuato il login.

    Aree riservate agli abbonati di liberamente