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    PNL: programmazione neuro-linguistica

    La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) appartiene alla branca della parapsicologia ed esamina il funzionamento umano cercando di individuare i meccanismi responsabili del successo, che come tali permettono il conseguimento di un risultato e la sua ripetibilità. 
     
    Essa parte dal presupposto che sia lo stile comunicativo a determinare in larga misura l’efficacia di un’azione e che esistano strategie di pensiero produttive utilizzabili da chiunque. Nello specifico si studiano i parametri verbali, non verbali, percettivi e cognitivi che permettono di categorizzare gli input provenienti dall’esterno ed organizzarli in schemi abituali, orientando poi il comportamento finalizzato al raggiungimento di un obiettivo.                                                                                                                
    Generalmente si pensa che sia la realtà esterna a definire i nostri stati d’animo e i nostri pensieri, mentre spesso avviene il contrario: è la nostra soggettività a modellare le esperienze di vita, attraverso l’interpretazione che diamo agli eventi circostanti e che ci induce a provare alcune emozioni.
     
    Tale considerazione implica la possibilità di imparare a gestire meglio i proprio aspetti interiori, comunicando in maniera più efficace con le altre persone, correggendo comportamenti controproducenti  o progettando in maniera diversa le proprie mappe mentali; la PNL infatti si riferisce anche ad una disposizione mentale caratterizzata da curiosità e desiderio di imparare.     
     
    Il nome dato a questo programma presuppone un collegamento tra il livello neuropsicologico, linguistico e quello comportamentale, derivante dall’esperienza.      
    La programmazione indica la capacità di modificare i propri comportamenti tramite la ristrutturazione dei pensieri e delle azioni; l’espressione “neuro” riconosce le modalità di  gestione del proprio sistema nervoso; la componente linguistica valuta l’effetto del linguaggio verbale e non verbale nel veicolare messaggi. 
     
    I fondatori di questo modello sono Bandler Grinder, che negli anni ’70 si dedicarono all’analisi delle strategie terapeutiche più risolutive, studiando le tecniche applicate da professionisti di grande impatto quali Virginia Satir, Fritz Pearls e Milton Erickson.
     
    Il loro scopo era quello di comprendere quali fattori comunicativi erano in grado di provocare, costantemente, risultati positivi, così da riprodurli e migliorare significativamente la qualità di vita di un individuo. 
     
    Dal momento che l’attenzione è incentrata sull’ottimizzazione della performance, l’osservazione verte sul come si realizzano i propositi.
     
    Il metodo poggia innanzitutto sull’osservazione diretta e sull’analisi delle performances considerate migliori, cercando di identificare gli elementi comuni che possono aver procurato il buon esito finale.
     
    L’apprendimento è mediato poi dal modellamento, ovvero una riproduzione volontaria dei comportamenti funzionali.
    Il modellamento può essere intuitivo o analitico, a seconda che si verifichi in maniera automatica ed inconsapevole (come ad esempio quando i bambini imitano i genitori) oppure che abbia luogo dopo una sistematica raccolta di informazioni e come precisa scelta interattiva. Al contempo si lavora sulla riduzione delle condotte dannose.  
     
    Secondo la PNL ogni persona detiene le risorse di cui ha bisogno per migliorare ed esse sono semplicemente poco sviluppate o ignorate.      
     
    Bandler e Grinder non hanno fornito prove empiriche relative all’attendibilità della procedura, motivo per cui essa non è riconosciuta dalla comunità scientifica e i titoli rilasciati da eventuali corsi non dispongono di alcun valore legale nel nostro paese.
     
    Tuttavia ciò non ha impedito che prosperassero numerosi ambiti applicativi, poiché la PNL riguarda tutti i settori in cui la comunicazione riveste un aspetto prioritario. Tra questi possiamo annoverare l’ipnositerapia, il life coaching, la pubblicità e la formazione del personale, nonché l’insegnamento.      
     
    Bibliografia
    Bandler,R., Cameron-Bandler, L.,  Grinder, J., DeLozier, J.,  Dilts, R. (1982).    “Programmazione neurolinguistica”. Casa editrice Astrolabio-Ubaldini: Roma. 
    Granata, G. (2000). “PNL la programmazione neurolinguistica”. De Vecchi Editore:    Milano.
     
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