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    Tecniche di gruppo: il brainstorming

    Questa settimana affrontiamo una tra le tecniche di gruppo più famose e conosciute: il Brainstorming.
    Definizione e obiettivo
    Il Brainstorming, letteralmente “Tempesta di cervelli”, è una tecnica per stimolare la produzione d’idee, creata dal pubblicitario Alex Osborn prima della seconda guerra mondiale, che ha avuto molto successo per la sua efficacia e semplicità di applicazione.

    Il principio ispiratore del Brainstorming è quello della “sospensione del giudizio”; in pratica si tratta di generare una grande quantità d’idee in una situazione di gruppo, separando la fase della generazione di idee detta fase divergente, da quella del giudizio, detta fase convergente, e seguendo 4 regole base fondamentali.
    L’obiettivo del brainstorming quindi è quello di generare idee creative o far emergere idee nuove volte alla risoluzione di un problema preciso.

    Numero di partecipanti e materiali
    Per avviare una sessione di brainstorming serve un gruppo di persone non troppo numeroso, generalmente il numero ideale è di 6/8 persone, un tavolo da riunione, possibilmente di forma ovale, una lavagna a fogli mobili e pennarelli.
    Svolgimento
    L’animatore apre la sessione presentando l’argomento iniziale, quindi qual'è l’idea da generare o il problema da risolvere; si effettua un primo giro di tavolo per definire bene il compito da assolvere, per cui ogni membro del gruppo dovrà parafrasare a parole proprie l’idea da generare. Raggiunta una definizione comune, questa sarà sintetizzata e scritta sulla lavagna a fogli mobili.

    A questo punto l’animatore introduce le 4 regole base da seguire e spiega perché è importante seguirle. Le regole sono:
    1. evitare critiche e sospendere i giudizi: consente ai partecipanti di esprimersi in piena libertà, evidenziando che tutte le idee sono ugualmente valide;
    2. produrre molte idee: maggiore è il numero d’idee prodotte, maggiore sarà la probabilità che tra esse vi sia quella vincente, inoltre se il numero d’idee venisse limitato, le persone comincerebbero a giudicarle.
    3. pensare a ruota libera: serve ad accogliere tutte le idee, anche quelle folli. Più l’idea è stravagante meglio è, perché è più facile adattare un’idea bizzarra che rendere un’idea anonima interessante.
    4. trovare combinazioni e miglioramenti: sottolinea che, oltre a contribuire con le proprie idee, i partecipanti possono suggerire come le idee degli altri possano essere trasformate in idee migliori o ancora, come due o più idee possano essere combinate per creare un’idea migliore.
    A questo punto si rilegge la definizione comune e si avvia la prima fase divergente.
    In questa fase si può seguire sia una modalità destrutturata, quindi ognuno, in qualunque momento può comunicare la sua idea, sia seguire una fase più strutturata, quindi fare un giro di tavolo e consentire alle persone di “passare” se in quel momento non hanno nuove idee.

    L’animatore annota sulla lavagna a fogli tutte le idee che emergono, le idee simili sono accorpate, quelle uguali eliminate. La sessione si conclude con un consenso da parte di tutti su quali saranno le idee da esaminare nella seconda fase del processo.

    La seconda fase del brainstorming è detta convergente. In questa fase il gruppo può essere lo stesso o composto da persone diverse; si provvede quindi a selezionare e valutare tutte le idee emerse durante la fase divergente, per arrivare a scegliere una rosa di idee più vantaggiose e realizzabili o anche una sola idea vincente.

    Questo è un momento in cui predomina una prospettiva analitica e critica, dove l’esperienza e le conoscenze tecniche sul problema assumono il ruolo principale. Il processo di brainstorming risulta concluso nel momento in cui si giunge a definire l’idea migliore rispetto alla definizione precisa individuata in fase di preparazione.


    Variante: brainstorming 6-3-5
    Il brainstorming 6-3-5 è un brainstorming scritto, il cui nome deriva dal fatto di avere 6 persone che scrivono 3 idee in 5 minuti. E’ un metodo che favorisce la creatività collettiva e permette a ciascun partecipante di avere l’opportunità di dare il proprio contributo.
    I materiali utili per lo svolgimento sono:
    • lavagna a fogli mobili, pennarelli;
    • 6 fogli di carta prestampati, penne.
    • un tavolo da riunione.
    L’animatore distribuisce a tutti i partecipanti dei fogli prestampati come quello riportato di seguito:
     
    Viene introdotto il problema da risolvere e, dopo essersi accordati sulla definizione, questa viene scritta in cima al foglio. 
    A questo punto si avvia la sessione di brainstorming e ogni partecipante ha 5 minuti per scrivere 3 idee nella prima riga del foglio di lavoro; le idee devono essere chiare, sintetiche e leggibili.

    Allo scadere dei 5 minuti si passa il foglio di lavoro alla persona seduta alla propria destra, che legge le idee scritte e ne aggiunge ulteriori 3; il processo continua finché il foglio di lavoro è completo.
    Al termine, insieme all’animatore, si esaminano le idee prodotte, si accorpano quelle simili e si eliminano quelle uguali. Le idee rimanenti vengono riunite in un’unica lista scritta sulla lavagna a fogli mobili.

    A questo punto comincia la fase convergente, quindi si procede alla valutazione analitica di ogni idea della lista e si sceglie quella migliore. 


    Il brainstorming 6-3-5 è consigliato quando:
    • il tempo a disposizione è poco;
    • il gruppo non ha familiarità con le tecniche creative;
    • l’animatore non ha grande esperienza di gestione dei gruppi.
    Campi di applicazione del brainstorming
    Il brainstorming ha molte applicazioni pratiche, ma il suo maggiore uso riguarda:
    • lo sviluppo di nuovi prodotti e il miglioramento di prodotti esistenti;
    • sviluppare idee per campagne pubblicitarie;
    • risoluzione di un problema, analizzando dati, cause, soluzioni alternative;
    • la costruzione di un team, generando condivisione e discussione di idee per stimolare i partecipanti a pensare;
    • creazione artistica.
    Suggerimenti 
    E’ buona regola avviare la sessione con degli esercizi di riscaldamento per abituare i partecipanti a rispettare le 4 regole. Le regole sono fondamentali, perché sono utilizzate in molte altre tecniche creative, per cui l’animatore le deve sempre “portare con sé”.

    L’animatore inoltre deve aiutare il gruppo a rimanere concentrato sul compito da svolgere per tutta la durata della sessione. E’ importante avere un atteggiamento supportivo, autorevole ma non autoritario, per aiutare il gruppo a continuare a generare idee senza aspettare l’ispirazione, e ad evitare che sorgano discussioni per non bloccare il flusso creativo.

    Infine, le due fasi, di solito, sono realizzate da persone diverse, questa è una condizione preferibile ma non obbligatoria. Uno strumento metodologico che facilita l'impiego del brainstorming è quello delle mappe mentali, che permettono di rappresentare graficamente gli spunti via via che emergono.

    Essendo inoltre delle mappe creative, le mappe mentali stimolano il processo associativo e quindi la generazione di nuove idee.

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